Riccardo Fraccaro BLOG

Mancato accordo Stato-Province: il fallimento del centrosinistra autonomista

chiuso per fallimentoLa prassi dei parlamentari del centrosinistra autonomista del Trentino Alto Adige è di votare tutti i decreti senza porsi domande. La loro logica è “noi vi diamo il voto e voi ci garantite l’autonomia, per il resto il Paese può andare allo sbando”. Il giochetto però si è rotto. Evidentemente Renzi si è stufato di raccogliere voti favorevoli a scatola chiusa e di vedersi successivamente impugnare tutti i decreti di fronte alla Corte Costituzionale dai rappresentanti delle province autonome. Con altrettanta evidenza, ha deciso di portare avanti il suo disegno che prevede l’abbattimento delle regioni speciali senza ulteriori tentennamenti ed ha finalmente scoperto le carte. E’ stato così dimostrato che il M5S aveva ragione quando diceva che l’Autonomia rischia di diventare il Far West della vecchia politica.

Il M5S ha sempre criticato questa modo di fare politica perché controproducente sia per lo sviluppo del Paese che per la tutela delle regioni speciali. L’Autonomia non si compra con il voto di scambio in Aula ma si conquista con la coerenza e la trasparenza. Come confermato dalle continue impugnazioni, la coerenza non fa parte del dizionario di questa classe dirigente mentre la trasparenza è stata negata fin dall’inizio. A dicembre, in occasione dell’approvazione della Legge di Stabilità, avevo proposto un emendamento per garantire l’istituzione di un tavolo di confronto al fine di coinvolgere tutte le forze politiche e di tenere informati i cittadini sullo stato della trattativa per l’attribuzione di nuove competenze alle autonomie. L’emendamento venne bocciato e si preferì trattare nei retrobottega romani. Il fallimento è ora sotto gli occhi di tutti. La partitocrazia, una massa informe di politicanti di professione, ha dato per l’ennesima volta peggior prova di sé offuscando sempre più la prospettiva federalista che le province autonome di Trento e di Bolzano avrebbero potuto offrire al resto d’Italia.

Le roboanti promesse per l’acquisizione di nuove competenze – amministrazione della giustizia e delle agenzie fiscali – in cambio di ulteriori sacrifici ed impegni finanziari per contribuire al risanamento delle finanze pubbliche sono cadute sonoramente nel vuoto. L’intesa si sarebbe dovuta siglare entro il 30 giugno ma l’unico risultato che si sta raggiungendo, peraltro negativo, è lo smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio. Tutto ciò a dimostrazione che Rossi e Kompatscher sono come Renzi, alle promesse non fanno seguire i fatti. L’unica cosa che sono stati in grado di assicurare è la legge per il mantenimento dei vitalizi abusivi. Quella però l’ha impugnata il Comitato cittadino a 5 Stelle insieme a 11mila cittadini stanchi di dover subire quotidianamente le prevaricazioni della politica partitocratica.

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