Riccardo Fraccaro BLOG

Lo Stato sovrano di Montecitorio: andiamo oltre l’autonomia e l’autodichia della Camera

Immagine4 (1)Montecitorio è uno Stato sovrano, con una totale autonomia giurisdizionale, amministrativa e contabile che ne fanno una zona extraterritoriale rispetto al resto d’Italia. La Camera dei deputati scrive le leggi che si applicano a tutto il Paese, tranne che a se stessa. Ciò che vale per i cittadini, per la pubblica amministrazione e per le imprese private non vale per lo Stato indipendente di Montecitorio. È un regno a se stante, i cui reggenti godono di trattamenti giuridici e retributivi che non hanno pari nel resto della Repubblica. La più importante delle battaglie anticasta che bisogna fare è quella per annettere alla penisola la città-Stato di madama Boldrini, superare l’autonomia e l’autodichia della Camera affinché le leggi siano davvero uguale per tutti.

Neppure la Corte dei Conti ha poteri di intervento sul bilancio della Camera. Il regolamento interno è una legge inviolabile e le decisioni assunte dai Questori, dall’Ufficio di Presidenza o piuttosto dai Grand Commis del reame di Montecitorio su spese, retribuzioni e appalti sono insindacabili. Non ha valore la legge 262 del 2005, che ha espunto dall’ordinamento italiano l’ipotesi di mandati vita natural durante per i dirigenti della pubblica amministrazione. Non ha effetti giuridici il decreto legge 201 del 2011, che ha introdotto un tetto alle retribuzioni a carico delle finanze pubbliche.

Il Segretario generale della Camera, Ugo Zampetti, è quindi in carica dal lontano 1999 e percepisce uno stipendio d’oro di circa 600mila euro l’anno di retribuzione. È una sorta di cardinale Richelieu delle istituzioni, una delle figure più potenti della burocrazia italiana destinato a succedere a se stesso vita natural durante. La Camera è un mondo a parte, impermeabile alla crisi economica e sociale del Paese, che spende 1 miliardo di euro ogni anno attingendo liberamente alla dotazione dello Stato. Cioè dei cittadini.

Nessuno, al di fuori degli stessi parlamentari, può sanzionare l’impiego illegittimo di queste risorse. Lo stesso vale nel caso di controversie con i dipendenti, che anche di fronte a mobbing o ingiusto licenziamento non possono rivolgersi ad un giudice del lavoro ma devono rimettersi ad una commissione interna, e nel campo degli appalti, dove l’amministrazione dello Stato indipendente di Montecitorio può bypassare le norme contrattualistiche e ricorrere alla secretazione degli atti. Naturalmente ciò comporta anche retribuzioni del personale assolutamente spropositate rispetto a quelle previste per omologhe funzioni in altre amministrazioni dello Stato e una gestione degli appalti e delle consulenze che limita la concorrenza dei contraenti e il controllo contabile.

Evidentemente, i fautori dell’autodichia e dell’autonomia della Camera a partire dalla regina Boldrini, non hanno intenzione di rendere il parlamento una casa di vetro, trasparente e rispettosa dei principi di legalità: vogliono salvaguardare gli sprechi e le immunità dello Stato sovrano di Montecitorio. La Consulta si pronuncerà a breve sulla legittimità costituzionale di questo status. Il MoVimento 5 Stelle si batterà per espugnare la fortezza d’oro, per andare oltre i privilegi vigenti nel regno della casta e far valere anche alla Camera i diritti e i doveri che valgono per tutti i comuni cittadini. In alto i cuori!

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