Riccardo Fraccaro BLOG

Lo sfasciacarrozze Moretti si dimetta ad alta velocità, ma il Pd ha votato contro il taglio agli stipendi d’oro

ImmaginerenzimorettiL’ad delle Fs, Mauro Moretti, ha minacciato di andarsene se sarà applicato un tetto alla sua retribuzione di 870mila euro l’anno. Eppure è rimasto al suo posto dopo la strage di Viareggio che costò la vita a 33 persone e per la quale è stato rinviato a giudizio: infatti la definì solo “uno spiacevole episodio”. Moretti è uno sfasciacarrozze che intasca una marea di soldi pubblici mentre la situazione delle ferrovie è in condizioni pietose: ritardi, disservizi, infrastrutture fatiscenti e sicurezza allarmante. In compenso, ovviamente, tifa per il Tav. L’unica alta velocità di cui Moretti dovrebbe occuparsi è quella delle sue dimissioni, ma i partiti spalleggiano da sempre questi boiardi di Stato ed è inutile che ora il Governo finga di fare la voce grossa. È stato il Pd a votare contro la proposta M5S di tagliare drasticamente le scandalose retribuzioni pubbliche, a cominciare da quelle per i deputati e i funzionari della Camera dei deputati. Renzi continua a difendere gli stipendi d’oro, la sua credibilità è già al capolinea.

Il MoVimento 5 Stelle ha restituito i rimborsi elettorali, ha rinunciato alle eccedenze degli stipendi e a tutti i privilegi connessi all’attività parlamentare. Sin dall’inizio della legislatura, in Ufficio di Presidenza, abbiamo chiesto ai partiti di fare altrettanto ma si sono aggrappati al malloppo. Abbiamo presentato delle proposte per tagliare retribuzioni degli alti dirigenti della Camera che, nel caso del segretario generale Zampetti, arrivano ad incassare circa 600mila euro all’anno. Abbiamo chiesto di introdurre un limite massimo alla durata degli incarichi apicali che spesso diventano vita natural durante con un enorme aggravio di spesa per i conti pubblici. Il Pd ha sempre votato contro. Peggio ancora, abbiamo proposto di eliminare la possibilità di cumulare pensioni d’oro e ulteriori redditi nella pubblica amministrazione, ma il Pd ha preferito farsi dettare la linea dal lobbista Tivelli. Quello che noi abbiamo cacciato dalla Camera.

Da decenni le tasche dei cittadini vengono saccheggiate, il tessuto produttivo del Paese viene atrofizzato e le possibilità di sviluppo sociale e politico sono annichilite per alimentare una struttura di potere marcio. Di fronte alla drammatica crisi economica che ci sta portando verso il baratro, l’Italia deve trasformarsi in una comunità ed eliminare le diseguaglianze sociali. Noi continueremo a batterci al fianco dei cittadini per affermare i principi di giustizia e solidarietà, possiamo farlo perché abbiamo la forza della coerenza dalla nostra parte. I partiti sono i principali sponsor dello status quo: gli sprechi e i privilegi alimentano il sistema delle caste, in un circolo vizioso che lega la politica ai manager attraverso il clientelismo, i finanziamenti occulti e la corruttela. Per questo il miglior amico dei boiardi di Stato è proprio (incoe)Renzie, che si tiene stretti i soldi del finanziamento pubblico e vota contro le nostre proposte per tagliare gli stipendi d’oro della Camera. Porteremo in Aula anche una mozione per ridurre drasticamente le retribuzioni dei manager pubblici e privati. Le chiacchiere di Renzi saranno ancora una volta messe a tacere dai fatti.

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