Riccardo Fraccaro BLOG

L’indagine sul regionalismo speciale coperta dal Segreto di Stato

TopSecretClassifiedAncora una volta siamo di fronte alla triste realtà dei partiti che preferiscono trincerarsi nel palazzo invece di aprirsi alle istanze dei cittadini. Dalle dichiarazioni del presidente della Commissione bicamerale per le Questioni Regionali sembrava che l’intenzione fosse realmente quella di analizzare il tema del regionalismo speciale e di pubblicizzare il processo di trasferimento di nuove competenze alle province di Trento e di Bolzano. I fatti hanno però dimostrato che la realtà è un’altra. Il regionalismo speciale deve restare una materia per un élite esclusiva ed i cittadini non hanno alcun diritto di sapere.

Il 26 marzo, in occasione del primo ciclo di audizioni, sono stati ascoltati i professori emeriti D’Atena, Mangiameli e Toniatti. I parlamentari presenti alla seduta erano solo cinque. Il secondo ciclo con Gianfranco Cerea, Gian Candido De Martin e Ugo De Siervo non è andato meglio. Io non essendo membro della Commissione bicamerale, ho partecipato al primo incontro facendo uno piccolo strappo al protocollo. La mia presenza non è passata inosservata ed i funzionari mi ha subito redarguito: “Può restare, ma deve rimanere in silenzio altrimenti dagli atti risulterà la sua presenza”. Non sia mai che un deputato si interessi ai lavori del Parlamento!

Non potendo partecipare fisicamente e non potendo porre alcun quesito agli esperti convocati dai partiti abbiamo pensato di fare ricorso ai canali Tv di cui dispone il Parlamento. Ci è stato risposto che non è possibile trasmettere alcun video poiché la sala di palazzo San Macuto non è dotata della strumentazione necessaria e che è possibile seguire le audizioni solamente sui canali interni del Parlamento e non sulla piattaforma web tv.

Abbiamo infine appurato che le spese per le audizioni non sono a carico della Commissione responsabile dell’istruttoria, bensì dei soggetti da ascoltare in audizione o di chi li propone. Preso atto di quest’ultima condizione capestro, abbiamo deciso di non proporre alcun esperto e di non partecipare al dibattito sul regionalismo speciale. Avremmo voluto approfondire il tema della partecipazione e della democrazia diretta a livello locale insieme a Oskar Peterlini, Roberto Louvin e Paul Blokker ma viste le premesse ci riserveremo di farlo in altra sede.

La commissione per le questioni regionali ha ormai perso le funzioni originarie per le quali è stata costituita. E’ ormai piegata alle direttive autoritarie impartite dal nuovo ordine contro-riformista. Il fatto che non vi sia alcuna intenzione di garantire un’indagine all’insegna della trasparenza, dell’informazione e del coinvolgimento dei soggetti interessati è un indizio preoccupante che conferma quest’ipotesi. I presidenti delle Province e delle Regioni autonome sottolineano la necessità di vigilare sull’articolo 117 della Costituzione ma quando saranno ascoltati in audizione – il 9 aprile sarà la volta Rossi, Pigliaru e Rollandin – si renderanno conto che non basterà vigilare. L’art.117 dovranno difenderlo con i denti. La deriva centralista sta infatti portando il Paese allo sfascio e l’unica via d’uscita è quella a 5 Stelle.

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