Riccardo Fraccaro BLOG

Le chiacchiere della Boldrini sul taglio agli stipendi dei parlamentari

boldrini_regina_casta“Abbiamo convenuto di proporre misure riguardanti il trattamento economico complessivo dei parlamentari, che saranno in concreto definite una volta costituito l’Ufficio di Presidenza, con l’obiettivo di realizzare un risparmio tra il trenta e il cinquanta per cento della relativa spesa”. Firmato Boldrini e Grasso. Era il 19 marzo scorso. Sono passati 9 mesi da questo solenne impegno, sbandierato in pompa magna, e dei tagli promessi dai Presidenti di Camera e Senato non se n’è vista neppure l’ombra.

Per il Movimento 5 Stelle devono parlare i fatti, di chiacchiere ne abbiamo sopportate fin troppe. Quindi abbiamo anzitutto dato il buon esempio dimezzandoci lo stipendio, rinunciando ad ogni eccedenza e rendicontando tutte le spese online.

In Ufficio di Presidenza, da subito, abbiamo proposto di applicare queste stesse condizioni agli stipendi di tutti i deputati, che percepiscono retribuzioni insostenibili soprattutto se confrontate con le condizioni di difficoltà in cui versano i cittadini.

Il Collegio dei questori, che è il braccio destro della Boldrini, ha messo le mani avanti affermando che sarebbe stata necessaria una preliminare istruttoria sulla media europea degli stipendi dei Parlamentari. Eppure non c’è bisogno di nessuno studio particolare per sapere che i deputati italiani percepiscono gli stipendi più alti d’Europa, basta confrontarli con il Pil pro capite dei cittadini. Visto che non sono stati capaci di arrivare a questa palese conclusione ho chiesto ai Questurini, preoccupati solo di censurare i video in Aula del M5S, di rassegnare le dimissioni per manifesta incompetenza. 

Ho chiesto e ribadito, in qualità di Segretario dell’Ufficio di Presidenza, di smetterla di temporeggiare e procedere subito al taglio dello stipendio dei deputati. Ma ancora una volta la Boldrini e il partito unico dei privilegi, nonostante le promesse, hanno detto di no: la casta non si tocca, impone sacrifici agli italiani ma continua ad intascare cifre da capogiro. Basti pensare che gli ex Presidenti della Camera hanno diritto a uffici e personale di Montecitorio anche dopo essere cessati dal mandato.

Il M5S ha chiesto di eliminare quest’insopportabile privilegio pagato con i soldi pubblici e l’Ufficio di presidenza ha deliberato che non ne avranno più diritto per 10 anni, come era previsto finora, ma solo per 5. Ecco il regalo della di natale della casta: non solo i deputati continueranno a prendere stipendi d’oro, ma gli ex presidenti della Camera manterranno i propri privilegi almeno fino al 2020. E io pago.

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