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La riforma della scuola nelle mani di Giannini e Faraone: come affidare tutti i risparmi a Bonnie e Clyde!

ddlùIl nominato premier consegna la riforma della scuola ai buoni uffici di Giannini e Faraone, meglio noti come il ministro e il sottosegretario della Distruzione. È come affidare tutti i risparmi a Bonnie e Clyde. Evidentemente l’obiettivo di Renzi è quello di spartirsi il bottino, smantellare un settore così importante e delicato per imporre anche tra i banchi di scuola il modello Pd. Giannini e Faraone sono altamente qualificati per mette a segno il colpo: entrambi ovviamente hanno acquisito lo status di indagati, il ministro per danno erariale nelle sue vesti di Rettore dell’Università per stranieri di Perugia e il sottosegretario per le spese pazze da consigliere regionale in Sicilia.
Giannini vuole trasferire alla scuola pubblica lo schema affaristico della propria esperienza gestionale perugina, quando si lanciava in allegri acquisti di palazzine mai utilizzate e conferiva incarichi all’amico architetto che gli aveva ristrutturato la casa al mare. Grazie anche alle interrogazioni presentate dal MoVimento 5 Stelle su queste vicende, i magistrati contabili hanno rinviato a giudizio il cosiddetto ministro. Faraone può invece vantare al proprio attivo una profonda conoscenza delle più torbide relazioni clientelari, come risulta da una informativa dei Carabinieri sulle sue frequentazioni di boss mafiosi. In particolare di Agostino Pizzuto del clan di San Lorenzo-Resuttana, conosciuto negli ambienti malavitosi come “Basettone”, custode di un arsenale di armi e condannato a 8 anni per mafia, con cui il futuro sottosegretario parlava di come raccattare voti.
Ecco in che mani è il futuro degli studenti, degli insegnanti, del personale della scuola, il futuro del nostro stesso Paese. Renzi vuole svenderlo in nome di una riforma che mortifica ancora una volta i precari e applica al mondo dell’istruzione una visione aziendalista, che concentra i poteri nelle mani del preside aprendo la strada alla corruttela, che sovvenziona gli istituti privati invece di finanziare l’edilizia scolastica. Gli esecutori materiali del misfatto, Giannini e Faraone, sono l’emblema di questa deriva. Noi lotteremo in Aula e in piazza contro la disonestà, anzitutto intellettuale, di questo Governo di canaglie e non ci fermeremo fino a quando non li avremo mandati fuori dalle istituzioni.

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