Riccardo Fraccaro BLOG

La nostra Autonomia appesa al filo dell’affidabilità di Renzi. L’unica vera garanzia è votare no

autonomia-nel-cestinoA poche settimane dal referendum costituzionale i politici locali sono alla disperata ricerca di garanzie per l’Autonomia trentina. Già questo fatto dovrebbe far scattare un campanello d’allarme. È ridicolo e segno di grave impreparazione questo invocare improbabili patti politici o altrettanto inutili pubbliche rassicurazioni, quando il testo della riforma costituzionale parla già in maniera tristemente chiara e alle nostre province autonome non lascia scampo.

Renzi non ha mai mantenuto le promesse fatte, questo è ormai palese. Trovo quindi estremamente preoccupanti l’ingenuità e la sconsideratezza con cui i governanti locali stanno vincolando la sopravvivenza dell’Autonomia trentina alle promesse da marinaio e ai ricatti di Renzi; lo stesso Renzi che dalle pagine del suo Stil novo nel 2012 ha messo nero su bianco l’abolizione delle regioni a statuto speciale come conditio sine qua non per far ripartire il Paese, lo stesso Renzi che prima ha vincolato il proseguimento del suo mandato all’esito del referendum costituzionale, salvo poi prontamente ritrattare e decidere di stare ben incollato al suo posto a prescindere dal risultato.

Non servono garanzie e pubbliche ammissioni, i contenuti della riforma ormai sono chiari: il nuovo sistema di governo che essa delinea mette politicamente a tappeto le province autonome che non avranno più forza e voce in capitolo sia nei confronti del prossimo governo sia nei confronti di future riforme costituzionali. Quindi Renzi e Boschi possono promettere quello che vogliono, ma niente e nessuno potrà più garantire la salvaguardia dell’autonomia se dovesse passare la riforma. Solo una cosa può preservarla e proteggerla: votare no.

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