Riccardo Fraccaro BLOG

La follia della partitocrazia nei suoi ultimi mesi di agonia.

imagesAlle elezione del 2013 il centrosinistra dichiara: “Mai al governo con Silvio Berlusconi”. Subito dopo le elezioni il PD, pur di non approvare il conflitto di interessi, di non rinunciare al finanziamento pubblico e di non votare Stefano Rodotà come nuovo Presidente della Repubblica, forma il governo delle larghe intese. Quindi, puntualmente, governo con Silvio Berlusconi. È il primo segnale di una schizofrenia ben nota.
Durante i mesi successivi il M5S impone il voto palese e la decadenza di Berlusconi. Silvio sbatte la porta gridando allo scandalo, ma il governo non cade perchè Alfano si stacca da Forza italia e fa la stampella di Letta. Lo squilibrio si aggrava.
Si apre una nuova fase durante la quale tutti annunciano in coro che si possono finalmente fare le riforme che il Caimano non aveva permesso. Del conflitto di interessi però nemmeno l’ombra. L’otto dicembre viene eletto Renzi segretario del PD che rassicura Letta:#enricostaisereno, io al Governk solo con il voto popolare.

Nel frattempo Renzi sfida Grillo: “Rinuncio ai rimborsi se appoggi riforme”. Grillo fa sapere che i soldi li deve restituire agli italiani e non a lui. Pur di tenersi stretto il malloppo, Renzi permaloso si getta nelle braccia accoglienti di Verdini e Berlusconi con cui scrive legge elettorale e riforme costituzionali. La psicosi si aggrava. Letta si arrabbia e minaccia dalla Gruber di fare addirittura una legge sul conflitto di interessi. Il Pd al solo pensiero impallidisce, sfiducia Letta e proclama Renzi nuovo premier con il grande consenso di un centinaio di voti. Silvio Berlusconi dice pubblicamente che stima Renzi e disprezza Alfano. La follia raggiunge il culmine: Renzi ora governerà con Alfano che dà dell’idiota ai berlusconiani, ma Renzi farà comunque le riforme con il pregiudicato. Tutti insieme appassionatamente, in una lenta agonia.

Tranquilli, questa follia durerà ancora per poco. E’ solo questione di tempo…

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