Riccardo Fraccaro BLOG

La conversione di Dellai sulla via della partecipazione: passi ai fatti e sostenga il ddl sulla democrazia diretta

5stelledHo letto di una dichiarazione sulle riforme istituzionali a dir poco sorprendente. Una premessa è d’obbligo: il ddl Boschi interviene sul Titolo V della Costituzione per ridisegnare i rapporti tra Stato e Regioni. L’articolo 5 della nostra Carta fondamentale recita: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”. Renzi, invece, vuole accentrare il potere a discapito dei cittadini e dei territori. Un Parlamento nominato con una legge incostituzionale si appresta a varare una controriforma delle istituzioni, per giunta imposta da un Governo che nessuno ha eletto, con lo scopo di stravolgere l’assetto del Paese. L’urgenza politica è esattamente opposta: soprattutto in un momento di crisi profonda, le garanzie democratiche vanno salvaguardate, la partecipazione dei cittadini valorizzata e le autonomie territoriali estese nel modo più ampio possibile.

Ebbene, mai avrei pensato che questi principi fossero condivisi da un politico che ha meritato il titolo di “principe Lorenzo”: si tratta di Dellai, capogruppo dei Popolari alla Camera, che è stato per 8 anni sindaco di Trento, poi per 3 volte presidente della Provincia e tra i vari incarichi anche Presidente della Regione e del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige. Entrato in politica quando c’era ancora l’Unione Sovietica, Dellai oggi fa il deputato ed è presidente della Commissione dei Dodici, che si occupa di elaborare le norme attuative sul riparto di competenze tra Stato e Province autonome di Trento e Bolzano. Nell’intervista al Trentino, dopo aver espresso amarezza per la deriva centralista della riforma renziana, il principe della politica trentina ha dichiarato: “Io credo si debba rilanciare l’idea dei beni comuni, la gestione collettiva che è tipica delle nostre zone, come gli usi civici, per piccole comunità che magari un domani non potranno contare sul loro piccolo municipio. Servono strumenti che diano più voce alla democrazia diretta”. Questa improvvisa conversione sulla via della partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica, che arriva dopo decenni di regno partitocratico, desta molto stupore per la sua tempestività. Certo, meglio tardi che mai.

Proprio in questo momento Dellai ha l’occasione di passare dalle parole ai fatti dimostrando che la sua non è stata una dichiarazione fatta solo per ragioni di speculazione politica. A metà luglio è prevista la conclusione dell’iter di approvazione del ddl di iniziativa popolare sulla democrazia diretta, una proposta di legge sottoscritta da oltre 4000 cittadini per favorire la partecipazione alla vita politica e istituzionale. Il M5S sostiene con forza questa iniziativa, sin dal suo avvio nel lontano 2011: siamo ad un passo da una svolta epocale, l’approvazione di una legge sulla democrazia diretta in Trentino può funzionare da apripista per uno storico progresso civile e politico di tutto il Paese. Dellai ha l’autorevolezza per poter sostenere e dare impulso all’approvazione del ddl, per questo lo invito ad esprimersi ufficialmente a favore dell’introduzione degli strumenti di democrazia diretta. È così che i cittadini potranno esprimere le loro istanze e tutelare i propri diritti, anche contro la deriva accentratrice e autoritaria che il progetto di riforma del Governo rischia di determinare.

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