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La Commissione europea risponde sul porfido trentino e conferma le criticità sollevate dal M5S

Con la risposta fornita all’eurodeputato M5S David Borrelli, al quale ci eravamo rivolti per sollecitare i vertici Ue a intervenire sulle irregolarità riscontrate nel settore del porfido trentino, la Commissione Europea ha riconosciuto la fondatezza delle preoccupazioni manifestate dal M5S sulle modalità di rilascio delle concessioni per la coltivazione delle cave di porfido in provincia di Trento. Richiamando una recente sentenza della Corte di giustizia dell’Ue nell’ambito dell’esercizio delle attività turistico-ricreative nelle aree demaniali marittime e lacustri, la commissaria Elżbieta Bieńkowska ha evidenziato che il diritto europeo non consente che le concessioni siano prorogate in modo automatico e senza procedure di selezione dei candidati, come invece avviene da tempo nel distretto del porfido trentino.

Nella lettera a Borrelli la commissaria ha confermato di avere incaricato i funzionari della Direzione generale mercato interno, industria, imprenditoria e pmi (Dg Growth) di verificare la situazione e di prendere contatto con le autorità italiane per ottenere delucidazioni sul fenomeno segnalato dal M5S.

La commissaria Bieńkowska ha fatto altresì notare che, alla luce della citata sentenza, il ricorso all’autorità giudiziaria potrebbe essere la strada più appropriata da seguire per la risoluzione della problematica sollevata. La dichiarazione attesta, quindi, la correttezza del nostro operato e delle segnalazioni presentate alla magistratura, concernenti le anomalie del regime di proroghe automatiche vigente in Trentino.

Ora attendiamo invece che il Governo italiano, al quale ci siamo rivolti con un’ulteriore interrogazione (4/15296), prenda atto delle criticità segnalate e intervenga per garantire l’osservanza della normativa comunitaria. Allo stesso modo ci aspettiamo che questo sia un ulteriore stimolo per la Giunta provinciale a correggere alcune criticità quando se ne discuterà in Consiglio a fine mese, recependo gli adeguamenti normativi che abbiamo suggerito a più riprese.

Riccardo Fraccaro e Filippo Degasperi

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