Riccardo Fraccaro BLOG

La Bce vuole banchettare sulle macerie dello Stato sociale. Draghi ordina a Renzi: “Via l’articolo 18”

5stelleeuropa_draghi_renzi_cameriere2Il corteo di Napoli è la reazione dei cittadini alle politiche criminali della Bce. Di austerity si muore, i tecnocrati di Francoforte hanno imposto ai Paesi di annichilire il welfare per ricompensare i disastri della speculazione finanziaria. Un tributo di sangue ai poteri forti che i cittadini continueranno a pagare sulla loro pelle fin quando ci sarà Renzi che continua a prendere lezioni dalla Merkel. Il compito è semplice: smantellare le tutele costituzionali. Fu la Jp Morgan, cane da guardia del Fondo monetario internazionale, a dettare la linea politica ai Governi nazionali commissariati nelle segrete stanze di Bruxelles: “I paesi del Sud, in particolare le loro Costituzioni adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte al progetto europeo”.


È lo stesso ordine che Draghi ha impartito da Napoli al suo cameriere di fiducia, Matteo Renzi: “Serve subito un contributo decisivo da parte dei governi: le riforme strutturali del lavoro devono accelerare”. L’abolizione dell’articolo 18, fondamentale strumento di tutela dei cittadini, è il capro espiatorio delle ricette fallimentari dell’Unione europea: servirà a svalutare il lavoro e ad instaurare una moderna dittatura neoliberista, calpestando le conquiste faticosamente ottenute con decenni di lotte. Eppure, oggi è più facile licenziare qualcuno in Italia che in Germania: lo testimonia un rapporto del Cnel, che Renzi vuole abolire. Forse proprio per questo.

Invece di seguire l’esempio della Francia, che ha annunciato di voler sforare il tetto del 3%, il premier ribadisce che l’Italia rispetterà gli accordi presi. Questo significa consegnare definitivamente il nostro Paese alla Troika. È per questo che i cittadini sono scesi in piazza. Sposo in pieno le ragioni di una pacifica protesta contro il board della Bce ricevuto in pompa magna da Napolitano a Villa Rosebery e oggi impegnato in un fastoso pranzo di gala, mentre la stragrande maggioranza della popolazione resta inesorabilmente indietro. La Bce vuole banchettare sulle macerie del nostro stato sociale e per questo ha ordinato al cameriere Renzi di eliminare l’articolo 18.

Questo non deve accadere: il M5S sta conducendo una strenua battaglia contro i falchi dell’Ue per difendere i diritti dei lavoratori ed eliminare il Fiscal Compact, che imporrà tagli da 50 miliardi ai servizi primari. Noi ci impegniamo per restituire centralità ai cittadini, stiamo portando avanti la promessa del referendum sull’euro per riprenderci la nostra sovranità monetaria. E con essa, garantire il rispetto dell’articolo 1 della Costituzione: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e la sovranità appartiene al popolo! Scenderemo anche noi in piazza per imporre alla triade Draghi-Napolitano-Renzi questo principio. Ci vediamo il 10, 11 e 12 ottobre per costruire un’Italia a 5 Stelle!

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