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Ivalsa-Cnr, soldi pubblici per operazioni sospette: Fraccaro (M5S) interroga il governo

legname_Cnr-Ivalsa_Trento_03_19-12-2015Oscure e mai chiarite operazioni correntistiche e progetti di case in legno trentino realizzati con legname proveniente dalla Germania: sono solo alcune delle manovre che hanno caratterizzato la direzione di Ivalsa-Cnr dell’ingegner Ario Ceccotti, dal 2002 fino al 2013. Proprio queste operazioni, realizzate usufruendo di lauti finanziamenti della Provincia di Trento, sono al centro di un recente atto di sindacato ispettivo del deputato M5S Riccardo Fraccaro, che chiede al Governo di fare luce sulla discutibile gestione amministrativa e finanziaria con cui Ceccotti ha diretto Ivalsa, ovvero l’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree, che fa capo al Cnr e che ha sede a Sesto Fiorentino, San Michele all’Adige e Grosseto.

«Su come Ceccotti abbia speso i soldi pubblici vi sono, purtroppo, molte ombre – spiega Fraccaro –. Da notizie apparse sulla stampa lo scorso autunno abbiamo appreso che Ceccotti dal 2005 aveva aperto a nome di Ivalsa-Cnr un conto corrente parallelo e non autorizzato presso Cassa Rurale Centrofiemme di Cavalese. Su questo conto fino all’ottobre 2013, quando anche grazie all’intervento del sindacato Usi-Ricerca e del M5S Ceccotti è stato rimosso, sono transitati svariate migliaia di euro di soldi pubblici. Un’operazione vietata per legge, in quanto l’unico conto di tesoreria del Cnr è quello attivo presso la Banca nazionale del lavoro. A cosa siano serviti e che fine abbiano fatto questi soldi, resta un mistero. Se da un lato risulta del tutto incomprensibile come possano essere state svolte all’insaputa degli organi centrali del Cnr operazioni contabili illegali e illegittime, altrettanto scandaloso è il silenzio degli stessi organi centrali una volta portati a conoscenza del problema. Risulta, infatti, che sia il presidente Luigi Nicolais sia il direttore generale del Cnr Paolo Annunziato fossero stati prontamente informati, così come lo erano i revisori dei conti e la Corte dei Conti di Trento.

Esempio eclatante della discutibile gestione di Ivalsa da parte di Ceccotti è il progetto sulle case in legno “Sofie” del 2007: mentre la Provincia di Trento finanziava una precisa attività di ricerca per brevettare un sistema di costruzione di case in legno utilizzando abete rosso trentino certificato, il direttore di Ivalsa conduceva l’attività avvalendosi di legname tedesco. Legname costato oltre 213 mila euro, spedito in Giappone per prove di resistenza sismica e poi rientrato in Italia, dove da anni giace abbandonato in un piazzale.

Investire nella ricerca è sacrosanto, ma occorrono rigore, responsabilità e trasparenza contabile: le risorse non basteranno mai se le mettiamo nelle mani sbagliate. Per questo è fondamentale capire che fine hanno fatto i soldi dei contribuenti erogati a Ivalsa dalla Provincia di Trento».

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