Riccardo Fraccaro BLOG

Italicum, l’autonomia locale è a rischio: difesa dei territori svenduta per le poltrone, l’appello del M5S

letteraDi seguito il testo della lettera (qui in Pdf) che ho inviato al Corriere della Sera del Trentino sulla riforma elettorale. “Gentile direttore,

desidero intervenire in merito alla riforma elettorale in discussione al Senato per rivolgere un appello ai cittadini e a tutte le organizzazioni sociali in difesa del nostro territorio. So che il tema elettorale è poco appetibile dal punto di vista del dibattito pubblico per la sua natura molto tecnica, ma le possibili conseguenze del cosiddetto Italicum sul piano della rappresentatività delle minoranze e della salvaguardia dell’autonomia richiedono a mio avviso uno sforzo collettivo di analisi e di confronto.

 

Il perché è presto detto. Se dovesse essere approvato anche alla Camera il testo partorito dalla maggioranza parlamentare, saranno undici i seggi riservati a rappresentanti della nostra Regione. Otto saranno assegnati in collegi uninominali, quindi alla forza di maggioranza, due al partito che ha ottenuto il premio di maggioranza a livello nazionale (54% dei seggi) e solo uno sarà garantito alle opposizioni. Un solo seggio su undici, quindi, come nemmeno ai tempi della legge Acerbo di mussoliniana memoria. Questo sistema garantirà sicuramente un’enorme possibilità di vittoria ai partiti di coalizione (Svp, Patt, Pd) che governano le due Province autonome. Ma a quale prezzo?

Con la nuova legge elettorale voluta da Renzi, il 54% dei seggi viene assegnato al primo partito: si tratta di 340 seggi, ben al di sopra dei 316 necessari per ottenere la maggioranza. In caso di vittoria, quindi, un partito solo avrebbe il controllo totale della Camera, rendendo nullo il peso politico dei parlamentari eletti nella circoscrizione Trentino-Alto Adige, i cui voti finora sono invece stati determinanti per la vittoria dei partiti o delle coalizioni nazionali traducendosi così in una importante tutela politica per la nostra Autonomia. E a nulla varrà a tal fine il nuovo Senato, nel quale il Trentino-Alto Adige avrà solo 4 rappresentanti all’interno di un contesto regionale che vede, a torto, sempre più come un privilegio il nostro Statuto.

È tempo di prendere seriamente in considerazione l’intenzione già espressa dal premier Renzi e dal ministro Boschi di cancellare le Regioni a Statuto speciale. Temo, in definitiva, che il Patt, l’Svp e il Pd trentino abbiano svenduto al governo la tutela parlamentare della nostra amata autonomia in cambio della garanzia di qualche poltrona e della riduzione degli spazi delle opposizioni, dimostrando non solo un’etica discutibile ma anche scarsa lungimiranza. A cosa servirebbero, infatti, partiti autonomisti locali in un territorio svuotato delle prerogative di autogoverno?

Il MoVimento 5 Stelle è una forza orgogliosamente autonomista, per questo ci preoccupano fortemente le conseguenze che il nuovo assetto istituzionale potrà avere sul nostro territorio: invitiamo i cittadini e gli esponenti della società civile ad unirsi per arginare questa deriva centralista”.

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