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Intervista a IntelligoNews su incontro streaming M5S-Pd

Intelligo-news-300x287-1 (1)Tema: ancora la legge elettorale. Tocca a Riccardo Fraccaro questa volta, parlamentare pentastellato segretario di Presidenza della Camera, parlare con IntelligoNews dell’incontro Renzi-M5S. E lo fa accennando alla “deriva antidemocratica che si sta profilando all’orizzonte”, anche se “un giudizio si potrà esprimere solo alla fine del percorso”.

L’incontro come è andato? L’assenza di Grillo saltava agli occhi, anche la Puppato ce lo ha evidenziato poco fa…

“Innanzitutto mi sento di ringraziare Luigi Di Maio e Danilo Toninelli. Tramite loro, ottimi portavoce, il M5S sta cercando di evitare la deriva antidemocratica che si sta profilando all’orizzonte. Quello che avete visto è quello che vogliamo fare nelle Istituzioni ma troviamo sempre dei muri insormontabili. Oggi gli italiani hanno potuto vedere in streaming il nostro modus operandi, e speriamo che questo spinga entrambe le parti a trovare una mediazione democraticamente accettabile che risponda agli interessi dei cittadini e non dei partiti”.

E’ stato acceso il confronto sulle preferenze. Governabilità, la parola chiave di Renzi. E’ una sua strategia e una sua peculiarità soprattutto? 

“Renzi ha messo questo come paletto. Ma non esiste nel mondo occidentale un Paese in cui ad un partito venga garantita comunque la governabilità, cioè la maggioranza assoluta! Non esiste nel mondo occidentale perché questa non è democrazia. Tuttavia ritengo che la formula del ballottaggio non sia accettabile, seppure è visione possibile. Se è questo il punto di mediazione da trovare, come ha fatto capire Renzi, io penso che si possa valutare prendendo in considerazione l’aspetto costituzionale”.

Cioè?

“Il Parlamento non può essere considerato un consiglio comunale o regionale, perchè deve per esempio eleggere il Presidente della Repubblica, elemento di congiunzione tra vari poteri. E’ lui che elegge 5 membri della Corte Costituzionale, presiede il Csm e le forze armate. E’ chiaro che se vuoi garantire la maggioranza assoluta a un solo partito, a una sola forza politica, devi prevedere delle soglie, delle maggioranze qualificate per poter eleggere il Capo dello Stato, perché altrimenti il partito che vince le elezioni si elegge il Presidente della Repubblica… significa, caro Renzi, andare verso una dittatura”.

“Bisogna dire con chi si va in coalizione il giorno prima e non il giorno dopo”: dice Renzi al contrario di voi. 

“La gente ha memoria soprattutto degli ultimi governi, frutto di coalizioni fatte pur di vincere con chiunque. Tutte esperienze naufragate. Scegliere la coalizione successivamente all’elezione attraverso il coinvolgimento della base è un modello che funziona bene”.

Renzi aveva un po’ la sedia bollente, i tempi sono stati contingentati. Vi ha dato fastidio? Poi non ha risposto a Di Maio che gli chiedeva di far rimanere gli altri rappresentanti del Pd. Non erano all’altezza di rimanere a confrontarsi? 

“Non entro nelle dinamiche tra Renzi e i suoi. Non mi interessa. Noto però una tendenza. Noi del M5S siamo nati grazie a Grillo e Casaleggio e abbiamo sempre avuto la forte presenza mediatica di Beppe che ci trascinava, ma il Movimento man mano che sta crescendo sta facendo emergere altre persone che si sono sedute per esempio oggi al tavolo con il Presidente del Consiglio, a trattare in nome dei 5S senza Beppe Grillo. Oggi invece il Pd, che era più variegato prima, sta facendo un’involuzione e sta concentrando tutta la sua capacità rappresentativa  in un solo uomo, svuotando gli altri elementi che non possono dire la loro e parlare per il Pd. C’è una tendenza accentratrice”.

E’ stato un incontro produttivo? 

“Potremmo dirlo alla fine del percorso di confronti. Un giudizio solo ora non è possibile. Ha aperto una strada, ma ancora non è esaustivo”.

Il prossimo incontro in rete?

“Renzi metterà i suoi punti e noi penso che risponderemo sempre sulla rete”.

Avete convertito Renzi al 2.0? 

“Può essere. Renzi è bravo a utilizzare il linguaggio della controparte. Lo streaming lo ha chiesto lui ora no? E’ un accogliere e far propri i punti di forza degli altri”.

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