Riccardo Fraccaro BLOG

Intervista a IntelligoNews: «Referendum immigrazione? E’ democrazia vera, ora voto compatto. La strategia del Pd è berlusconiana»

Intelligo-news-300x287Il segretario dell’ufficio di presidenza, Riccardo Fraccaro, del M5S,autore della norma sul recesso dagli affitti dei palazzi istituzionali, è stato intercettato in taxi da IntelligoNews, mentre si recava a Montecitorio (e sottolineiamo che da grillino doc l’onorevole ha chiesto la ricevuta all’autista). A lui abbiamo domandato del voto della base del MoVimento  che si è espressa per l’abolizione del reato di clandestinità. Per Fraccaro «è una delle migliori risposte che il M5S potesse dare alle accuse che spesso gli vengono rivolte dalle opposizioni, quelle inerenti ad una mancanza di democrazia interna», anche se da esponente politico ha un suggerimento da offrire.

Quanto a Letta, è in perfetto stile Dc e «ha la capacità di non fare nulla e di sopravvivere che ha dell’incredibile». E sul rimpasto ce l’ha per tutti: dalla ministro Nunzia De Girolamo fino a Renzi, che «ha imparato la parte negativa del centrodestra, quella capacità di manipolazione dell’opinione pubblica che non guarda alla trasparenza, diventando più berlusconiano di Berlusconi».

Immigrazione. Il voto della base del M5S è per abrogare subito il reato di clandestinità. C’è chi parla di flop di Grillo.

«Direi che è una delle migliori risposte che il M5S potesse dare anche alle accuse che spesso gli vengono rivolte dalle opposizioni, quelle inerenti ad una mancanza di democrazia interna. In realtà l’obiettivo del M5S, il motivo per cui è nato, è proprio quello di promuovere la democrazia diretta come strumento di riforma delle Istituzioni del Paese. La crisi delle Istituzioni, del Paese, della politica è dovuta alla partitocrazia, intesa nella sua definizione originale, quella data da Giuseppe Maranini nel ’49, di partiti, che nati sulla spinta della lotta al fascismo, hanno approfittato poi per sé, per entrare nei gangli delle Istituzioni. Tornando a noi, con un post il blog aveva comunque espresso una posizione discorde dai senatori e di fronte a questa discussione hanno deciso gli iscritti. In pratica è avvenuto quello che accade in una democrazia partecipata».

Ma nient’altro da dichiarare?

«E’ una vittoria partecipativa. Un suggerimento al gruppo parlamentare lo darei. Quando si fa un referendum interno, come succede in Svizzera, va lasciato un spazio di riflessione per chi è favore del sì o del no. Perché permettere, a chi non ha tempo di andarsi ad informare ulteriormente, di farsi un’opinione.  E’ un elemento migliorativo, di una vicenda che ha già qualcosa di eccezionale e di rivoluzionario».

Dopo gli scontri interni sul tema, il Movimento è chiamato a votare, in Senato sulla legge sulle depenalizzazioni che affronterà anche questo punto. Si aspetta un voto compatto del M5S?

«Si atterranno all’esito del referendum. Credo che lo faranno, chi non lo farà si tirerà fuori automaticamente. Se qualcuno non volesse adeguarsi farà la sua scelta di campo. Io ho scelto all’inizio della mia attività politica il valore della partecipazione dal basso. Lo porterò avanti».

Il caso De Girolamo avvicina sempre più il rimpasto. Quanto è vicino?

«ll caso De Girolamo è un altro esempio dell’ipocrisia dilagante a livello partitico. A parte lo scandalo in sé, credo sia evidente dal punto di vista politico e morale che una persona attenta alle sorti del Paese dovrebbe dare le dimissioni. Ma la De Girolamo viene da un’area politica che la questione morale non se la pone proprio. E’ scandaloso ed inaccettabile. Però superato questo passo, è da sottolineare l’ipocrisia del Pd e la strategia ipocrita che stanno adottando. Noi dall’8 di gennaio abbiamo denunciato il fatto, chiedendo che il ministro venisse a riferire in Aula, perché avrebbe potuto anche smentire la registrazione. Tutti i partiti, con la Boldrini, hanno votato contro. Ora, dopo che noi abbiamo sollevato lo scandalo, ora i renziani si indignano. La strategia è la cosa più scandalosa. Il Pd non ha imparato dai suoi errori, ma ha imparato la parte negativa del centrodestra, quella capacità di manipolazione dell’opinione pubblica che non guarda alla trasparenza, e così sono diventati più berlusconiani di berlusconiani. Poiché il governo stava facendo una gaffe dietro l’altra, allora Berlusconi ha deciso di staccarsi da alcuni dei suoi ( e che rimangono tali) per essere dentro e contro il governo. I renziani stanno facendo lo stesso, criticano il governo ma il Pd sta al governo, e alle prossime elezioni potranno dire di aver cercato di migliorare le cose, ma che l’esecutivo Letta non c’è riuscito».

Quindi lei non crede ad un rimpasto con ministri renziani? Renzi lo eviterà?

«Di fronte all’opinione pubblica non possono tenere dei ministri così impresentabili, non li faranno dimettere per una questione morale, ma per un rimpasto, per fare un governo migliore. La De Girolamo non tornerà solo parlamentare perché impresentabile, come invece avrebbero dovuto titolarsi  i prossimi  giornali».

Renzi farà sedere o no dei ministri suoi?

«No, non gli conviene. La strategia è quella berlusconiana, ripeto».

Cosa si aspetta da questo rimpasto?

«Il solito sistema democristiano: cambiare tutto per non cambiare nulla».

Casaleggio pare sia preoccupato perché state perdendo il voto dei moderati. E’ vero o no?

«Se rimaniamo coerenti con noi stessi ed estranei alle logiche partitocratiche e clientelari, prima o dopo andremo a governare noi. Ci saranno degli alti e bassi, perché ancora oggi riescono a far passare il messaggio che il voto ai 5stelle sia un voto pericoloso. Occorre non legarsi alle statistiche del voto e rimanere uniti. Conta quello facciamo: stiamo restituendo i soldi, abbiamo proposte per rilanciare il Paese, andiamo a parlare con i cittadini in piazza. Se gli altri partiti riusciranno a fare la democrazia diretta, il reddito di cittadinanza, e a dare una speranza a questo Paese potremmo anche tornare a casa, non avremmo più senso. Ma sono troppo legati a logiche di potere. Li ho visti. C’è una casta che deve continuare a mangiare e ad auto-conservarsi»

Quindi un rimpasto comporterebbe solo un rimpasto di vecchie logiche di potere.

«Letta è uno dei migliori esponenti  della Dc della storia del nostro Paese. Ha una capacità di non fare nulla e di sopravvivere che ha dell’incredibile. C’era un programma di governo, in 8 mesi non ha fatto nulla, adesso si ripresenta con un altro progetto per il Paese, perché quello precedente è stato dimenticato. E’ meraviglioso: adesso arriva un altro patto per l’Italia. Ecco come siamo messi».

Related Articles

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: