Riccardo Fraccaro BLOG

Interrogazione a Lupi sui licenziamenti di A4 Holding: le grandi opere arricchiscono le lobbies e impoveriscono il Paese

keep calm on a highway to hellL’insuccesso della Brebemi ci indica la strada verso il precipizio, quella che non dobbiamo prendere: un’infrastruttura inutilizzata che ha consumato territorio e non ha generato alcun valore aggiunto per la collettività. Con l’autostrada A35 Brescia-Bergamo-Milano si è preferito privilegiare i costruttori e i gruppi di potere che gestiscono il business dei pedaggi autostradali a danno dei contribuenti. Lo stesso accade per l’A4 Holding Spa, su cui ho presentato un’interrogazione al ministro Lupi.

“Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova”, posseduta al 100% da A4 Holding, è la società che fornisce il personale per l’esazione a Argentea Spa, il soggetto gestore della Brebemi di cui è peraltro azionista. Nonostante sulla carta la nuova infrastruttura offrisse prospettive occupazionali, la società in oggetto ha licenziato 4 dei propri dipendenti facendosi beffe delle sentenze in appello dei tribunali del lavoro di Brescia e Venezia, che invece ne avevano disposto il reintegro. Il motivo del licenziamento è stato il seguente: un complesso processo di revisione tecnico-organizzativa in conseguenza dell’installazione graduale e tuttora in corso, presso le auto stazioni, di nuove tecnologie di esazione automatica.

imagesEppure la struttura di vigilanza sulle concessioni autostradali del ministero dei trasporti, in una missiva del luglio scorso indirizzata ad AISCAT, disponeva che per l’intero arco delle 24 ore la presenza fisica di personale di esazione in ogni stazione deve essere garantita in caso di necessità per l’utenza ed in aggiunta al controllo e assistenza da remoto.

Da tutto ciò emerge chiaramente la pericolosità della controriforma dell’articolo 18. Il partito unico dell’inciucio vuole trasformare definitivamente il mondo del lavoro in un Far west dove i lavoratori e le piccole e medie imprese saranno definitivamente alla mercé delle grandi società di capitali e delle holding finanziarie. Ovviamente senza nemmeno garantire un servizio minimo garantito all’utenza. Attendiamo che il ministro delle inutili infrastrutture risponde all’interrogazione presentata insieme al collega De Lorenzis.

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