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Inceneritore di Bolzano: Renzi ordina, Bolzano esegue

no_inceneritoreIl deputato e portavoce del MoVimento 5 Stelle Riccardo Fraccaro torna a intervenire sul tema dei rifiuti. «In questi giorni, tiene banco sui quotidiani la finta polemica fra Trento e Bolzano sul tema dei rifiuti. Il capoluogo dell’Alto Adige finge di fare la voce grossa e afferma che i rifiuti del Trentino non troveranno mai spazio nell’inceneritore di Bolzano. Eppure, lo stesso inceneritore è sottoutilizzato e col decreto Sblocca Italia (art. 35) il Governo Renzi impone che entri presto a pieno regime. Ecco che Bolzano si “inventa” allora l’ennesima menzogna politica: bruciare non i rifiuti di Trento, ma i rifiuti dell’edilizia altoatesina (che attualmente vengono smaltiti all’estero). Sono disposti a tutto pur di non fare brutta figura dal punto di vista politico ed elettorale. Ma la brutta figura, in tema di rifiuti, la Provincia di Bolzano purtroppo l’ha già fatta. Rinunciando di fatto a quell’Autonomia di cui si fregia con fierezza e adeguandosi supinamente a una norma nazionale che impone che tutti gli inceneritori funzionino da qui in avanti al 100% della loro capacità.

Renzi ordina, Bolzano esegue e poco importa se a bruciare saranno i rifiuti di Trento, o i rifiuti dell’edilizia, ovvero plastica, imballaggi, legname, scarti di cantiere. Il risultato non cambierà, il risultato sarà sempre lo stesso: nell’aria di Bolzano e della valle dell’Adige – una valle stretta e senza ricambio d’aria – si riverseranno le emissioni inquinanti di questo mostro ecologico, che andranno a sommarsi alle emissioni dell’autostrada del Brennero, per le quali tra l’alto l’Unione europea ha già aperto nei confronti dell’Italia la procedura di infrazione.

Insomma, mentre l’Unione europea chiede agli stati membri di imboccare la strada della raccolta differenziata, della riduzione, del riuso, del riciclo e del trattamento dei rifiuti, l’Italia di Renzi va dalla parte opposta. E nel 2015 finanzia ancora tecnologie obsolete e inquinanti come gli inceneritori, che peggiorano la qualità dell’aria. E che oltretutto rischiano di funzionare come pericoloso disincentivo alla raccolta differenziata, in un’area che fino ad ora si è invece sempre dimostrata virtuosa e avanzata rispetto al tema della raccolta dei rifiuti. Declassata alla stregua di tutte le altre provincie inceneritoriste, con un impianto a linea unica che deve funzionare 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana, per 365 giorni all’anno, perché mai Bolzano dovrebbe favorire la differenziata, visto che occorrono rifiuti da bruciare?

Anche a Trento c’è stato un tempo in cui si voleva costruire un inceneritore in località Ischia Podetti ma poi le elevate percentuali di raccolta differenziata (e la conseguente minor quantità di residuo) e soprattutto il decisivo intervento dei cittadini ha consigliato la Provincia di desistere da un progetto che oltre ad essere evidentemente inquinante, era anche antieconomico.

Quello che il MoVimento 5 Stelle assieme a tanti bolzanini preoccupati per la loro salute sostiene da tempo è che al contrario, noi sosteniamo che l’inceneritore di Bolzano è stato sovradimensionato rispetto all’effettivo sviluppo economico degli ultimi anni e alla capacità dei cittadini e del comune di Bolzano di sviluppare la differenziata. È proprio questa capacità che va valorizzata e non penalizzata. E lo si fa con un sistema di raccolta porta a porta efficace, con sistemi di conferimenti dei rifiuti tramite eco-compattatori, che in cambio di imballaggi di plastica e metallo correttamente conferiti danno buoni acquisto da spendere nelle attività commerciali convenzionate. Proposte concrete per premiare chi si impegna a ridurre i rifiuti e a riciclare».

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