Riccardo Fraccaro BLOG

In Svizzera i cittadini decideranno su piste ciclabili, produzione di cibo in modo equo e sovranità alimentare

Nei Paesi dove è all’ordine del giorno la partecipazione attiva ai processi decisionali, migliorano anche l’economia, il benessere e in definitiva la felicità dei cittadini. A fronte di una crescente complessità sociale, la democrazia diretta è l’unico strumento in grado di superare i limiti della rappresentanza e favorire una coscienza critica collettiva. La Svizzera ci offre numerosi esempi in questo senso: il 25 aprile sono state fissate tre votazioni popolari, che consentiranno ai cittadini di esprimersi direttamente sui temi che impattano nella propria vita. Il 23 settembre saranno chiamati a decidere su due iniziative popolari in materia alimentare e un controprogetto all’iniziativa sulle piste ciclabili.

Le due iniziative popolari sono state bocciate dal Parlamento e saranno quindi gli svizzeri a dire l’ultima parola. In particolare, si esprimeranno sulla produzione di alimenti equi, ovvero provenienti da un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, della protezione degli animali e di condizioni di lavoro eque, anche per ridurre le ripercussioni sull’ambiente del trasporto e del deposito, oltre che lo spreco di alimenti.

Inoltre voteranno per promuovere l’agricoltura dei piccoli contadini, responsabile in primo luogo dell’approvvigionamento locale della popolazione e di perseguire questo obiettivo mediante interventi statali sul mercato di ampia portata. L’iniziativa sulla sovranità alimentare prevede anche che i prodotti importati debbano, per principio, rispettare le norme sociali ed ecologiche della Svizzera.
Infine, è stata proposta l’iniziativa popolare sui sentieri pedonali e le piste ciclabili, ritirata in seguito alla presentazione di un controprogetto da parte del Parlamento, che ha ottenuto il consenso del comitato promotore. Il testo prevede la possibilità di realizzare una rete di sentieri, percorsi pedonali e piste ciclabili peraltro già delineata dall’articolo 88 della Costituzione svizzera.

È questo il modello di società a cui guardiamo, dove la democrazia diretta affianca quella rappresentativa, la completa e la migliora. Sono sempre più numerosi esempi di questo tipo nel mondo e il Global forum che quest’anno si terrà a Roma sarà l’occasione per fare il punto sui diversi modelli di partecipazione, su come promuoverne la diffusione e migliorarne le pratiche. Il Campidoglio ha introdotto strumenti fondamentali nel proprio Statuto, come il bilancio partecipativo, le petizioni online e i referendum senza quorum, gli stessi che il nostro programma di governo prevede di introdurre a livello nazionale per essere all’avanguardia come i Paesi più avanzati. La democrazia diretta è ad un passo da noi.

 

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