Riccardo Fraccaro BLOG

Il Pregiudicatellum vincolato alla controriforma della giustizia

matteo-renzi-denis-308831Ai patrigni costituenti, Berlusconi e Renzi, si prospetta un più agevole percorso per varare le salvifiche riforme sottoposte all’esame del Parlamento, onde superare con rinnovato vigore la crisi sociale, economica e politica del nostro Paese. Il sindaco del Consiglio ha indefessamente vincolato l’approvazione della nuova legge elettorale, il Forza Italicum, ad un riordino complessivo dell’architettura istituzionale, con l’abolizione dell’odioso Senato che ha defenestrato l’amico di Arcore. Tuttavia, questa legame tra la controriforma del Porcellum e l’affossamento del bicameralismo ha avuto il via libera solo dopo l’ennesimo rinvio, da parte della Giunta delle immunità del Senato, sulla richiesta di autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche riguardanti Denis Verdini ed il suo coinvolgimento nell’inchiesta sulla P3.

 

Naturalmente lo statista massone era impegnato a seguire la trattativa Stato-pregiudicato sulla legge elettorale, dunque sarebbe apparso indelicato da parte del Pd esprimere un voto a lui sfavorevole mentre l’accordo sulle riforme era ancora in alto mare. Ed infatti, ora che Renzi e Berlusconi hanno siglato con viva e vibrante soddisfazione l’intesa, la Giunta del Senato ha giustappunto dato il via libera all’utilizzo delle intercettazioni su Verdini. Che coincidenza. Non si può autorizzare l’utilizzo delle intercettazioni a carico di un senatore indagato se prima non ci si mette d’accordo sulla legge elettorale.

 

Naturalmente tutto ciò non ha suscitato un vero e proprio slancio di entusiasmo da parte di Berlusconi, che ha dovuto sacrificare il proprio discepolo sull’altare della profonda sintonia. A questo punto, a Renzi non resta che lanciare il cuore oltre l’ostacolo suggellando l’alleanza con il pregiudicato tramite l’inciucio finale: l’unico sistema per approvare senza fallo la legge elettorale è quello di collegarla non alle riforme istituzionali, ma alla controriforma della giustizia.

 

Renzi ha già concesso a Berlusconi qualche ministro, gli ha già fornito rassicurazioni sul conflitto di interessi, esattamente come il rottamato D’Alema gli ha garantito che non saranno toccate le sue aziende. Se il premier vuole condurre in porto il Forza Italicum vada fino in fondo e si faccia garante di un bavaglio alle intercettazioni, della responsabilità civile, penale e già che ci siamo anche economica dei magistrati, di una immunità totale, permanente e retroattiva per il pregiudicato e insomma di una amnistia, di un indulto e perché no, di un salvacondotto universale per Berlusconi. Renzi gli sta portando l’acqua con le orecchie, ci metta pure una fetta di limone già che c’è. E la smetta di prendersela quando definiamo “Pregiudicatellum” questa porcata di legge elettorale: tale padre, tale figlia.

 

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