Riccardo Fraccaro BLOG

Il PrecariAct di Renzi, dal mercato del lavoro al mercato degli schiavi

10277068_237847683077030_1520489259807991980_n“Signori miei, la disoccupazione non la si combatte mica dando maggiori garanzie, ma rendendo i licenziamenti ancora più facili: qui tocca cambiare verso, l’occupazione non deve essere più il solito noioso diritto costituzionale ma un revival dei mitici campi di cotone nell’800 in America. Me l’ha detto Obama. Io il problema di trovarmi un’occupazione non l’ho mai avuto, mai lavorato mezzo secondo in vita mia, ma per voi’altri che avete questo strano hobby da oggi si fa una bella gara di sopravvivenza: chi riesce a trovarlo un posto di lavoro, ed io son  furbo e li ho nascosti bene, tempo un mesetto passato in schiavitù e sta di nuovo per strada senza tutele a supplicare i gruppi industriali che mi finanziano. Dobbiamo far vedere alla Fornero che è una dilettante, dai che ci si diverte!”. Ecco, più o meno deve essere questo il discorso che Renzi ha in mente di fare quando sarà definitivamente approvato il PrecariAct, la controriforma del lavoro che istituzionalizza il precariato e costringe definitivamente sul lastrico le piccole e medie imprese.

È un provvedimento che favorisce solo le lobby, i grandi gruppi di potere. D’altra parte, quando si trattava di scegliere tra i diritti dei lavoratori e la volontà di sfruttamento della Fiat, il sindaco del Consiglio ha dichiarato:  “Sto con Marchionne senza se e senza ma”. E poi, per togliere ogni dubbio: “Sarò sbrigativo: a me dell’articolo 18, usando un tecnicismo giuridico, non me ne po’ frega de’ meno”. Si tratta della norma cardine dello Statuto dei lavoratori, che vieta i licenziamenti senza giusta causa: a Renzi non importa nulla di questo principio e lo ha scritto a chiare lettere nel decreto all’esame del Senato.

Con questo provvedimento si potrà ricorrere ai contratti a tempo determinato in modo selvaggio, senza più alcun tipo di limitazione: i rapporti di lavoro potranno durare solo pochi mesi senza diventare mai stabili. Viene poi incrementato il numero delle proroghe, che da una passano a cinque, i rinnovi diventano addirittura illimitati e viene estesa la durata massima di successione dei contratti a complessivi 36 mesi. Non solo precariato, ma di fatto un incentivo al lavoro in nero. Il contratto di apprendistato (che doveva essere lo strumento principale di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro) non prevede più l’obbligo di un piano formativo scritto e l’onore della stabilizzazione dei lavoratori assunti: pertanto si potrà reperire manodopera più conveniente dal punto di vista contributivo e retributivo, spremerla come un limone e poi licenziarla senza che il lavoratore possa appellarsi al diritto. Infine, gli sgravi contributivi previsti nel caso di ricorso a contratti di solidarietà valgono solo per le grandi aziende e non per le piccole e medie imprese, che rappresentano la linfa vitale del tessuto produttivo.

Per Renzi contano di più i dettami dei poteri forti e i diktat della Bce, che ha precisamente chiesto al Governo una riforma in grado di sostituire il mercato del lavoro con il mercato degli schiavi. Eppure è proprio la direttiva dell’Unione europea 1999/70/UE che impone norme idonee a prevenire e a sanzionare gli abusi della successione di contratti di lavoro a tempo determinato. Come al solito, l’Ue fa sentire la sua voce solo attraverso la Troika e i Governi marionetta obbediscono. Anche per questo vinceremo le elezioni europee: i cittadini non possono più subire le decisioni di un’Europa che schiavizza il lavoro e sfrutta l’economia reale, ma di una Comunità di popoli fondata sulla solidarietà e garante dei diritti.

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