Riccardo Fraccaro BLOG

Il Pd è un uovo di Pasqua, ma senza sorpresa: solo frottole! Ecco Rosato a “Otto e mezzo” smentito dai fatti

Immagine8Il Pd è come un uovo di Pasqua, ma senza sorpresa: lo apri e dentro trovi sempre una frottola. Giovedì scorso sono stato ospite del programma “Otto e mezzo” su La7, con me in studio c’era l’onorevole renziano Ettore Rosato. Il compito assegnatogli era di negare ottusamente l’evidenza, chiocciando a intervalli regolari senza argomentare nemmeno un concetto. Così io ho pensato ad esporre le proposte del MoVimento 5 Stelle, mentre Rosato si è affannato tutta la sera a sfornare una covata di “non è vero” risibili e inconsistenti. Basta aprire una di queste sue uova di Pasqua per scoprire che contengono solo balle.
In trasmissione ho attaccato il Pd sulla più recente inchiesta di Ischia, ma in generale sul sistema delle cooperative, delle fondazioni e dei meccanismi perversi con cui si foraggia, con un affondo sul sistema di finanziamento ai partiti che è totalmente privo di trasparenza. Chi sovvenziona i partiti, infatti, può restare un soggetto occulto a meno che non dia espresso consenso. I cittadini non possono sapere da quali fonti i partiti ricevono i finanziamenti, se queste decidono di restare anonime non c’è obbligo di pubblicazione. Alla luce del fiume di inchieste su tangenti in cambio di appalti si capisce benissimo il perché. Rosato, tanto per cambiare, ha detto che le cose non stanno così. Punto, sapendo di mentire non ha saputo aggiungere altro. Basta vedere come stanno le cose per appurare chi ha detto una falsità: il decreto 149 del 2013, in particolare l’art. 5 comma 3 così come modificato dalla legge di conversione prevede che “Gli obblighi di pubblicazione nei siti internet di cui al quinto e al sesto periodo del presente comma concernono soltanto i dati dei soggetti i quali abbiano prestato il proprio consenso, ai sensi degli articoli 22, comma 12, e 23, comma 4, del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196”.
La legge che Rosato ha votato, evidentemente a sua insaputa, stabilisce che non si può pubblicare il nome di chi finanzia un partito senza il suo consenso. E così i cittadini restano all’oscuro dei grandi volumi di denaro pubblico e degli interessi privati dei finanziatori, degli appalti e dei favori, del clientelismo e della corruttela che si annidano in questa totale opacità. Ci sta pensando la magistratura a fare piena luce sui rapporti malsani tra politica e malaffare, noi gli rompiamo ogni giorno le uova nel paniere con la forza della verità. Ricostruiremo questo Paese con le nostre mani pulite.

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