Riccardo Fraccaro BLOG

Il M5S svela le manovre della casta: blitz del Pd a Montecitorio, anche la poltrona di Segretario generale della Camera nel patto del Nazareno

ImmagineudpIl MoVimento 5 Stelle ha scoperto le manovre sotterranee della casta sulla nomina del Segretario generale della Camera: vogliono applicare il patto del Nazareno e calpestare le regole della democrazia parlamentare. Con un blitz all’ultimo momento, infatti, il Pd ha intenzione di far saltare l’Ufficio di Presidenza convocato per lunedì prossimo e inserire così la poltrona di Segretario della Camera nel tavolo delle trattative su controriforme e Quirinale. È indecente che i partiti usino le istituzioni come merce di scambio e armi di ricatto, il M5S denuncia questo scandaloso tentativo di inciucio e chiede che il ruolo sia affidato garantendo trasparenza, terzietà e professionalità.

 


Il posto di Segretatio generale attualmente ricoperto da Ugo Zampetti, dopo i suoi 15 anni di dominio incontrastato, deve essere affidato ad un nuovo candidato: da tempo abbiamo chiesto di abbandonare la logica dell’affiliazione politica per premiare il merito, di operare una scelta in modo condiviso e trasparente invece di imporre un nome frutto di accordi sottobanco. La Boldrini ha respinto a più riprese questa istanza, aggrappandosi alle prerogative della Presidenza per imporre il proprio candidato con un atto di imperio: in questo modo ha creato uno stallo facilmente sfruttabile. Il partito di Renzi, come al solito, ha infatti trovato terreno fertile per i giochi di palazzo e ne approfitta per rinviare ancora una volta l’Ufficio di Presidenza: ciò significa che la poltrona di capo della burocrazia di Montecitorio sarà assegnata a gennaio e inserita nelle dinamiche del patto del Nazareno, insieme a controriforme e Presidente della Repubblica.

Tra il Segretario generale della Camera e il Quirinale c’è sempre stato un filo diretto: il Pd vuole calare la carta del successore di Zampetti nella partita con Forza Italia per assicurarsi una posizione di vantaggio, con buona pace della trasparenza, del merito e dell’imparzialità. Nel frattempo, poiché a fine mese Zampetti andrà in pensione, si creerà una fase di interregno e subentrerà l’attuale vice Segretario, ovvero Guido Letta III, cugino di Enrico e nipote di Gianni. Parliamo di un ruolo da 400mila euro l’anno, cruciale per il buon andamento dell’amministrazione di Montecitorio, che non può essere oggetto di spartizione tra i partiti. E invece, ancora una volta, Renzi il rottamatore si conferma solo capace di riciclare le peggiori pratiche della Prima Repubblica.

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