Riccardo Fraccaro BLOG

Il M5S porta in Italia il codice sui referendum del Consiglio d’Europa

ImmagineyL’Europa non può essere quella dell’unione monetaria, degli interessi finanziari e dello strapotere bancario, governata da politicanti agli ordini della tecnocrazia, un Leviatano che esercita un potere assoluto e calpesta la sovranità nazionale. Il M5S vuole tornare ai principi di solidarietà e comunità, all’Europa dei popoli e dei diritti nella quale i cittadini si riconoscono perché decidono quale futuro costruire, invece di subire le logiche economiche imposte da grigi burocrati. Per questo ho sollecitato la Camera dei deputati ad occuparsi del Codice di buona condotta sui referendum elaborato dalla Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto, la Commissione di Venezia, ottenendo per la prima volta la traduzione in italiano di un testo fondamentale per definire i principi del patrimonio elettorale europeo. La democrazia diretta è l’anima del M5S, quella che manca alla partitocrazia.

L’obiettivo del MoVimento è di realizzare un confronto di idee tra i cittadini al di fuori dei legami associativi dei partiti e senza la mediazione di organismi direttivi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo e indirizzo normalmente attribuito a pochi. Siamo entrati nelle istituzioni per rinnovare le regole della rappresentanza, fondato sulla delega in bianco, e portare la voce diretta dei cittadini. Vinceremo le elezioni europee per cambiare l’Italia, per cancellare il Fiscal compact e promuovere l’adozione degli Eurobond come conditio sine qua non per la permanenza nell’euro: senza queste condizioni proporremo un referendum sulla moneta unica e non ci sarà altra soluzione che riprenderci la nostra sovranità.

Proprio sull’istituto del referendum bisogna concentrare il nostro impegno politico, sugli strumenti di democrazia diretta che consentono il pieno rispetto dell’articolo 1 della Costituzione: la sovranità appartiene al popolo. Presenterò un disegno di legge costituzionale per introdurre i referendum confermativo, propositivo e abrogativo a quorum zero. Il nostro Paese è spaventosamente arretrato rispetto alle democrazia più avanzate d’Europa, basti considerare che non esisteva ancora una versione in italiano del Codice di buona condotta sui referendum della Commissione di Venezia. Mi sono attivato perché fosse elaborata la traduzione anche in italiano e sono orgoglioso di poter consentire ai cittadini la consultazione di queste fondamentali linee guida del Consiglio d’Europa in materia elettorale.

ImmaginezL’iniziativa sui referendum che intendo portare a termine rispecchia perfettamente i principi del Codice: in particolare, al punto 50 la Commissione raccomanda agli Stati di non prevedere dei quorum per l’approvazione dei referendum, tutelando il principio secondo il quale chi si reca alle urne decide e chi sta a casa delega coscientemente la decisione ai propri concittadini. In questo modo il popolo sovrano può intervenire direttamente sulle leggi, proponendo dei provvedimenti e confermando o meno quelli approvati dal Parlamento, nel solco di quanto previsto dalla Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto. La traduzione del Codice può aumentare la consapevolezza dei cittadini, anche rispetto alla legittimità delle riforme elettorali come il Pregiudicatellum, e fornisce vitali indicazioni sulla conformità delle nostre norme rispetto alle buone pratiche degli altri Paesi che, senza il M5S, sarebbero rimaste accessibili solo a pochi. Questo dimostra che in Europa esistono anche meccanismi virtuosi da cui prendere esempio, punti da cui partire per rifondare la Comunità europea. Ed è solo l’inizio. In alto i cuori!

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