Riccardo Fraccaro BLOG

Il M5S offre una via alternativa per le riforme: preferenze nella legge elettorale e niente impunità per i nominati in Senato

imageRenzi ha due diversi tavoli su cui giocare la partita delle riforme, con prospettive completamente opposte. La profonda sintonia tra Boschi e Verdini riguarda la mutazione genetica del Senato con l’immunità per sindaci e consiglieri regionali, le liste bloccate e l’abnorme premio di maggioranza previsti dall’incostituzionale Italicum, l’ulteriore accentramento dei poteri in capo al Governo. Il patto siglato nelle segrete stanze del Nazareno prevede inoltre la richiesta sempre più pressante del presidenzialismo e della controriforma della giustizia. Poiché sia il Pd che Forza Italia stanno facendo carte false pur di tutelare gli interessi di partito, e non quelli dei cittadini, questa partita truccata tra bari e frodatori (del fisco) è piombata in una fase di stallo. Ma il tavolo aperto da Renzi con Berlusconi rischia di trascinare il Paese verso un’inquietante deriva autoritaria.
Per questo, il M5S ha rilanciato le proprie proposte di riforma offrendo un percorso politico alternativo e, soprattutto, una via salvezza al Paese. Nell’incontro con Renzi, rigorosamente in streaming, abbiamo messo sul tavolo la nostra legge elettorale: il Democratellum, che supera di slancio i profili di incostituzionalità dell’attuale “porcata” introducendo finalmente le preferenze, garantendo la governabilità e al contempo salvaguardando la rappresentatività delle forze politiche. Si possono cancellare dalle liste i candidati impresentabili, evitare gli inciuci pre-elettorali e favorire le alleanze programmatiche in Parlamento. Abbiamo scelto di far scrivere ai cittadini la legge elettorale, punto per punto, e ci siamo presentati con una proposta tempestiva.

 
Ora è possibile approvare una riforma che consenta agli elettori di scegliere da chi farsi rappresentare e che permetta di formare dei Governi stabilmente fondati sugli accordi politici, non sulla spartizione di poltrone. La posta in gioco è alta: ne va degli equilibri istituzionali su cui si fonda il tessuto civile e sociale, che rischiano di essere definitivamente stravolti. La partita deve vincerla il sistema-Paese, noi abbiamo dimostrato di avere il solo obiettivo di rafforzare la nostra democrazia: Renzi faccia altrettanto, cominciando a rimuovere il macigno dell’impunità per la casta dei nominati a Palazzo Madama.

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