Riccardo Fraccaro BLOG

Il M5S ha stanato l’inciucio: Berlusconi appoggia Renzi in cambio di norme ad personam, ecco il patto del Nazareno

Matteo-Renzi-Twitter-BerlusconiLa profonda sintonia tra Pd e Forza Italia sulle riforme è stata raggiunta grazie ad un accordo segreto, che nonostante le pressanti richieste di trasparenza non è mai stato svelato. Almeno fino ad ora: finalmente ci sono le prove che dimostrano cosa hanno barattato esattamente Renzi e Berlusconi. Il segretario Pd ha scalato il potere fino a Palazzo Chigi con in mente un piano ben preciso: stravolgere gli equilibri democratici e trascinare il Paese verso una deriva autoritaria. Per realizzare il suo progetto piduista di mutazione genetica delle istituzioni sapeva di poter contare su Berlusconi, che gli avrebbe garantito i suoi voti per approvare una nuova porcata, l’Italicum, e per mutilare la nostra Repubblica parlamentare con la riforma del Senato. Naturalmente, ciò in cambio di altri provvedimenti inconfessabili che il noto pregiudicato ha messo sul tavolo durante l’incontro top secret al Nazareno. Non solo il Presidente del Consiglio ha escluso lo streaming, salvo poi pretenderlo per incontrare noi che siamo i primi a chiederlo, ma non ha mai voluto confessare i termini del patto. Alla faccia del svolta e del cambiamento di verso.

Ebbene, ora è con le spalle al muro perché la verità che tutti sospettavamo è stata finalmente svelata: siamo di fronte al più grande degli inciuci, Renzi ha chiesto i voti di Forza Italia per le riforme e in cambio Berlusconi ha potuto ancora una volta dirottare le istituzioni verso i propri interessi personali. Ed ecco le prove: ieri c’è stato un incontro tra il segretario Pd e il leader di Forza Italia. Berlusconi ha chiesto espressamente tutela per le proprie aziende, anche perché le casse di Forza Italia sono vuote, e il salvacondotto che gli serve per sfuggire ai processi ancora in corso, come quello Ruby. Il pregiudicato lo ha detto a chiare lettere, ecco le sue parole esatte: “È importante la riforma della giustizia, è la riforme delle riforme. Renzi ci ha promesso che ci coinvolgerà nella stesura dei 12 punti, la faremo insieme”. Berlusconi ha anche affermato di aver avuto garanzie dal segretario Pd che ci saranno decisioni a favore delle sue aziende: “Io sono anzitutto un imprenditore”, gli ha ribadito. L’endorsement di Pier Silvio a Renzi, proprio in coincidenza con l’incontro di ieri a Palazzo Chigi, non è casuale.

 

Berlusconi è stato accompagnato da Denis Verdini e Gianni Letta, non certo per discutere di legge elettorale e Senato, ma dei guai che minacciano l’impero del decaduto di Arcore. Ormai è innegabile: Renzi si farà dettare da Berlusconi la linea su giustizia e settore radiotelevisivo, inaugurando una nuova e più micidiale stagione di norme ad personam. Il conflitto di interessi continua a pesare come un macigno sulla politica, la legge che ho presentato a nome del M5S per disciplinare la materia continua ad essere osteggiata da tutti i partiti – Pd compreso – perché è funzionale a tutto il sistema. Allora la mossa del MoVimento 5 Stelle di offrire una via alternativa alle riforme serve a stanare la verità: il patto del Nazareno si basa sulla mercificazione della politica, sul baratto tra fette di potere personale, sullo scambio tra riforme autoritarie e leggi-vergogna. Ora che Berlusconi lo ha apertamente confessato, a Renzi non resta che scegliere: ammettere di essere complice di questo sfacelo o rassegnarsi a fare qualcosa di buono per il Paese.

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