Riccardo Fraccaro BLOG

Il decreto di Renzi sulla PA: una riforma ad castam che penalizza i cittadini

ft_renzipiccoL’ennesimo provvedimento blindato del Governo, che ancora una volta esautora il Parlamento per essere imposto con il ricatto del voto di fiducia, è il cosiddetto decreto sulla Pa: un calderone di norme raffazzonate, incoerenti, lacunose e inique. Per renderle minimamente operative sarà necessario emanare un’altra ventina di decreti ministeriali, che andranno ad aggiungersi ai circa 800 testi attuativi ancora in sospeso: il Governo sta imbottigliando il Paese in un ingorgo inestricabile di norme burocratiche, inutili o peggio dannose, senza risolvere neppure una delle urgenze dei cittadini.

La riforma della Pa, nell’ambito della berlusconiana promessa fatta da Renzi di realizzare una riforma al mese, era stata annunciata per aprile, il mese del dolce dormire. Siamo ad agosto e il Governo approva questa riformicchia con cui tenta di mettere una pezza alle tante promesse mancate: la toppa, però, è peggio del buco. È scandaloso abbandonare per strada il personale della scuola già penalizzato dalla riforma Fornero: dopo aver fatto la solita propaganda ottimistica da Istituto Luce sulla “quota96”, il ministro Madia ingrana un’indecorosa retromarcia che calpesta per la seconda volta i diritti dei cittadini.

È l’emblema del fallimento di questo Governo, incapace di gestire la crisi facendola pagare a chi l’ha causata. Renzi preferisce fare cassa sulla pelle dei cittadini introducendo anche una nuova tassa: quella sulla giustizia. Sono previsti aumenti a pioggia per il contributo unificato, la tassa che tutti pagano all’inizio di ogni procedimento civile e amministrativo, pari a circa il 15% in più. Una stangata mostruosa, con cui il Governo discrimina per giunta cittadini e imprese in base alle disponibilità economiche: uno schifo.

Il Governo mette a rischio anche l’universalità del sistema sanitario, perché prevede il pensionamento anticipato di 7mila dirigenti ospedalieri ma non nuove assunzioni. Questo significa intaccare i livelli assistenziali minimi per i cittadini. Le cricche, invece, vengono tutelate: le mirabolanti promesse renziane di dotare l’Autorità anticorruzione di mirabolanti si traducono, con questo decreto, nell’accorpare le funzioni svolta dall’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici. L’unico elemento di innovazione, per spezzare il circolo vizioso tra malapolitica e malaffare, è stato proposto dal M5S: avevamo chiesto di sottrarre alla partitocrazia la nomina dei componenti delle Autorità, prevedendo una procedura concorsuale. Ovviamente è stato respinto, perché i partiti vogliono che i lavori pubblici restino “cosa loro”.
Renzi favorisce spudoratamente le caste: è stata respinta anche la proposta M5S di porre fuori ruolo i magistrati che sono in aspettativa perché “prestati” alla Pa. La poltrona dei superburocrati, come quella del segretario generale del Quirinale, è salva.

Il Paese è destinato al tracollo se continuerà ad essere governato da chi legifera solo per soddisfare i propri interessi, quelli delle lobbies e delle cricche, invece di occuparsi delle vere emergenze dei cittadini.
L’ennesima manovra da lacrime e sangue è ormai dietro l’angolo. Il Paese ha bisogno di essere amministrato da chi è in grado di rappresentare gli interessi pubblici, da persone oneste e degne di fiducia: il Governo e la maggioranza non lo sono.

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