Riccardo Fraccaro BLOG

Il club degli eurologiai

crop_480_220_euro_timePuntuali come l’orologio di una banca svizzera i fautori dell’Europa dell’austerity, della finanza e della tecnocrazia si sono riuniti per parlare dell’Ue della crescita, dell’occupazione e dei diritti. Come accade ogni volta che si entra in campagna elettorale per le europee, arriva tempestivo il riposizionamento delle lancette sul quadrante politico delle riforme da mettere in campo per l’Unione: meno vincoli e diseguaglianze, più integrazione e sviluppo. È un po’ come l’ora legale: ogni tanto scatta e gli orologiai della partitocrazia fissano un nuovo timing per l’Ue, salvo poi imporre il fedelo rispetto del fuso orario Trilateral. Gli ingranaggi sono inceppati, fissi sulle lacrime e il sangue. La conferenza internazionale che si è svolta alla Camera è la riunione del “club degli eurologiai”, protagonisti Napolitano e Renzi che sono rispettivamente la versione analogica e digitale del rispetto dei trattati, del Mes e del Fiscal compact. Se deve dipendere da loro, il momento della sovranità nazionale non scatterà mai.

L’Idea di fondo del club degli eurologiai è che solo pochi iniziati possano decidere i destini dell’Ue, senza coinvolgere i cittadini. È accaduto per l’adesione alla moneta unica europea, per il Fiscal compact e per il Mes. Per questo il MoVimento 5 Stelle partecipa alle elezioni europee, con l’intenzione di vincerle: per indire un referendum sull’euro, lasciando decidere ai cittadini cosa intendono fare. Per cancellare il Fiscal compact, che impegna il nostro Paese a tagliare di 50 miliardi di euro l’anno la spesa pubblica per i prossimi venti anni in assenza di una fortissima, dunque impossibile, crescita del Pil. Il Mes, che ci ha costretto a pagare 15 miliardi ad un fondo gestito da un’organizzazione privata e a rinunciare alla nostra sovranità solo per finanziare, paradossalmente, titoli di stato tedeschi, è un’assurdità che ci farà solo indebitare ulteriormente. Il problema vero è che la democrazia rappresentativa, in Europa, è pari a zero.

Il club degli eurologiai ha parlato dell’Europa come di una allegra comunità, ma gli interessi dei cittadini sono portati avanti da chi ha sottoscritto i vincoli di Bruxelles senza interpellare nessuno. L’attuale classe dirigente ha consentito il commissariamento delle istituzioni da parte dei poteri forti, noi vinceremo le elezioni per ripristinare l’ora solare: per rimettere al centro dell’Ue i popoli, non i burocrati, per promuovere l’adozione degli Eurobond senza i quali la moneta unica è solo un cappio al collo dei cittadini, per favorire un’alleanza tra i Paesi del mediterraneo e non una sudditanza verso la Germania dove il sindaco del Consiglio andrà in pellegrinaggio per farsi approvare il suo piano di marketing. È l’ora di uno tsunami per l’Ue della finanza e delle banche che manovra l’asse Napolitano-Renzi. A riveder le stelle.

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