Riccardo Fraccaro BLOG

I Governi Pd hanno approvato 16 regali alle banche

Dall’inizio della legislatura i tre governi di nominati, Letta, Renzi e Gentiloni, hanno approvato ben 16 decreti legge a favore delle banche per un valore complessivo di 56 miliardi di euro. Dal 2013 ad oggi hanno elargito una media di 14 miliardi l’anno, sufficienti per finanziare il reddito di cittadinanza per milioni di italiani. I governi a guida Pd hanno preferito regalare a banche e compagnie di assicurazioni norme scandalose che hanno danneggiato enormemente famiglie e imprese.
Ecco in dettaglio i 16 provvedimenti di favore, come denunciato dall’Adusbef.

1) La fiscalità di vantaggio sulla deducibilità delle perdite, passate da 18 anni a 5 anni, valutato da Mediobanca in 19,8 miliardi di euro (portato a 1 anno da Renzi);
2) Le garanzie sulle obbligazioni tossiche appioppate dalle banche allo Stato per un valore di 161 miliardi di euro, che hanno generato esborsi alle banche di affari di 24 miliardi di euro dal 2013 al 2016 (fonte Eurostat);
3) La pubblica malleva sulla Cassa Depositi e Prestiti per consentire alle banche di pagare i dividendi alle Fondazioni bancarie;
4) La rivalutazione delle quote di Banca d’Italia, da 156.000 euro a 7,5 miliardi di euro per offrire dividendi pari a 1,060 mld di euro alle banche socie, con la durissima battaglia in Parlamento dei portavoce del M5S, espulsi dall’aula perché gridavano ‘onestà’;
5) Il recepimento della direttiva BRRD (bail-in) per l’esproprio criminale del risparmio approvato in Europa all’insaputa del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco, del Ministro Pier Carlo Padoan, infine di Vegas (Consob), che ne hanno chiesto la successiva revisione;
6) Il decreto salva-banche del 22 novembre 2015, che ha azzerato i risparmi di una vita a 130.000 famiglie, truffate e prese in giro da Governo e ministri ostili, che provano odio feroce verso le vittime che reclamano i propri diritti, con manifestazioni, presidi e sit-in;
7) L’esproprio delle case in assenza di 7 rate (portate a 18 dopo le proteste) di mutuo non pagate direttamente dalla banca, senza passare per la legittimità di un giudice terzo;
8) Lo sconto per i trasferimenti immobiliari nell’ambito di vendite giudiziarie con l’imposta di registro, ipotecaria e catastale, non più assoggettata da un’aliquota del 9%, ma nella misura fissa di 200 euro;
9) La riforma delle banche popolari (bocciata dal Consiglio di Stato), varata dal governo Renzi nel 2015 per offrire al mercato i risparmio degli italiani, rimuovendo gli ostacoli rappresentati dal voto capitario che intralciava il far west della finanza speculativa;
10) Il prestito vitalizio ipotecario a tassi esagerati e ricapitalizzati per sottrarre agli eredi i risparmi immobiliari, costati sacrifici ad intere generazioni e dure vite di lavoro;
11) La Bad Bank con la garanzia statale sulle cartolarizzazioni dei crediti morosi (la Gacs), concessa alle banche ed altri intermediari, con dotazione iniziale del Tesoro di 120 milioni;
12) La ricapitalizzazione degli interessi, che genera 3,4 miliardi di euro l’anno a favore delle banche, disposto dal nuovo art.120 del Tub (Testo Unico Bancario) entrato con legge dello Stato nella prassi bancaria;
13) L’anticipo pensionistico (Ape), la cui concessione di forme creditizie per 43 mesi di anticipo nasconde l’ennesimo regalo a banche ed assicurazioni, con onerosi costi assicurativi per i richiedenti e ricchi introiti per le banche. Ipotizzando un tasso del 3%, per una pensione da 1.000 euro al mese (con 3 anni e 7 mesi di anticipo), si paga una rata di circa 200 euro al mese per 20 anni; per una pensione di 2.500 euro al mese, l’utilizzo dell’APE porta la decurtazione del 20% della pensione, con rata di 500 al mese;
14) Il Governo Gentiloni ha confezionato ulteriori regali, il primo da 20 miliardi nel Cdm del 19 dicembre 2016, spacciato per decreto “salvarisparmio” per salvare le banche e l’omessa vigilanza di Bankitalia e Consob;
15) Nella ‘manovrina’ c’è il secondo regalo: sconti fiscali per gli istituti di credito che navigano in cattive acque, camuffati nei parametri di Aiuto alla crescita economica (Ace). Ulteriori soldi pubblici (stimati in circa 1,3 mld di euro), per favorire banche decotte, che per evitare la bancarotta hanno bisogno di soldi pubblici.
16) Ultimo regalo, il DDL Concorrenza apre il mercato dei lavori privati alle società di ingegneria, costituite in forma di società di capitali o cooperative, offrendo agli istituti di credito la possibilità di aprire le loro società e monopolizzare l’intero mercato delle abitazioni private, tutto in un unico pacchetto, che comprende mutuo, assicurazione, agenzia immobiliare e ristrutturazione della casa.

Questi 16 provvedimenti a favore delle banche, i primi 4 di Letta, ben 9 del Governo Renzi e gli ultimi 3 di Gentiloni, gravano per 56,8 miliardi di euro sulle spalle di famiglie, Pmi e fiscalità generale. Ecco le prove che il Pd è il cameriere dei banchieri. La sottosegretaria Boschi smetta di prendere in giro gli italiani e confessi la verità che è sotto gli occhi di tutti.

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