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Grazie al M5S ampliata la tutela della minoranza linguistica ladina a livello regionale

ladino-museo1«Con l’approvazione di tre emendamenti (link qui) a mia prima firma, la tutela della minoranza linguistica ladina nello Statuto di Autonomia è stata estesa anche a livello regionale» dichiara soddisfatto il deputato M5S Riccardo Fraccaro a proposito della proposta di legge in discussione nella Commissione Affari Costituzionali “Modifiche allo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di tutela della minoranza linguistica ladina della provincia di Bolzano”.

«La pdl del deputato Alfreider – spiega Fraccaro – si limitava a prevedere solo cariche politiche per gli appartenenti al gruppo linguistico ladino in provincia di Bolzano, mentre noi abbiamo ampliato i diritti sul piano concreto delle procedure e del funzionamento del consiglio regionale. Innanzitutto, la possibilità di svolgere sessioni straordinarie riguardanti i diritti della minoranza ladina, del gruppo linguistico mocheno e di quello cimbro e la possibilità per i consiglieri ladini di convocare sedute straordinarie del Consiglio regionale per questioni che riguardino i diritti delle minoranze. Con un altro emendamento abbiamo poi assicurato che nei territori della provincia di Bolzano dove è insediato il gruppo ladino, gli enti pubblici usino la toponomastica ladina. Fino ad ora era previsto solo per l’idioma tedesco, si tratta quindi di un riconoscimento di grande valore simbolico a cui abbiamo assicurato rango costituzionale. Nonostante siano stati respinti gli emendamenti per il riconoscimento dei territori ladini nella legge elettorale (tutti gli emendamenti presentati), siamo molto soddisfatti. Durante la discussione della pdl, ho anche dato battaglia (qui il resoconto) sulla nomina politica dei giudici del Tar: sarebbe stato importante superare questa anomalia che rappresenta un vulnus allo stato di diritto. Il nostro emendamento proponeva la nomina dei giudici tramite concorso pubblico, ma pur avendo trovato appoggio trasversale non è stato accolto. Continueremo quindi a lavorare affinché anche in Trentino Alto Adige sia ripristinato lo stato di diritto: che l’operato dei politici sia valutato da giudici nominati proprio dalla politica rappresenta infatti una violazione inammissibile dei diritti dei cittadini, siano essi tedeschi, ladini o italiani».

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