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Grazie al M5S 100mila euro per il Parco agricolo del Garda: ora la Giunta dia immediata esecuzione alla legge

PARCO AGRICOLO DEL GARDA«Dopo 8 anni e 9 mila firme raccolte, ci voleva il M5S per dare una scossa ai partiti e fare il primo passo verso l’attuazione della legge sul Parco agricolo del Garda!» è il commento a caldo dei portavoce pentastellati Filippo Degasperi e Riccardo Fraccaro, di fronte all’approvazione in Finanziaria dell’emendamento Degasperi che mette a bilancio 100 mila euro per far partire il Parco agricolo del Garda trentino: una legge provinciale nata da un percorso di iniziativa popolare, che dal 2008 attende di essere attuata e che ora grazie alla proposta dei 5 Stelle ha a disposizione dei fondi per farlo. «È il primo passo concreto verso la realizzazione di un progetto importante per la tutela e la valorizzazione di un territorio e della sua agricoltura, per contrastare la cementificazione e sostenere lo sviluppo eco-compatibile», ha commentato il consigliere provinciale Degasperi, mentre Fraccaro ha ripercorso l’iter di questo progetto.

«Una bellissima storia di politica fatta dal basso, partita nel 2008 con l’iniziativa popolare, sostenuta da associazioni agricole e ambientaliste e sottoscritta da 9 mila cittadini su un bacino di 38 mila abitanti, che chiedevano a gran voce di istituire un distretto-parco per tutelare i prodotti e la cultura agricola di questa zona dalla progressiva erosione del terreno agricolo in tutto il Basso Sarca. La legge di iniziativa popolare è diventata poi legge provinciale. E qui sono cominciati i problemi. La legge è stata chiusa in un cassetto e dimenticata per anni. Solo il MoVimento 5 Stelle non ha mai smesso di dare battaglia per far rispettare l’impegno e attuare la legge. Lo abbiamo fatto attraverso interrogazioni e mozioni a tutti i livelli della politica, incontri sul territorio con i portavoce M5S della Commissione agricoltura alla Camera, appelli e intimazioni. Ora pretendiamo che la Giunta Rossi mantenga la parola e dia immediata esecuzione alla legge provinciale, perché non ci sono più scuse, nemmeno quella della mancanza di fondi».

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