Riccardo Fraccaro BLOG

Il governatore Rossi rifiuta la possibilità di riaprire il punto nascite di Arco

Il Capo della Segreteria tecnica del Ministero Nando Minnella e il sindaco di Tenno Gianluca FrizziCon le ultime di chiarazioni del governatore Rossi, tutto è finalmente chiaro: la chiusura del punto nascita di Arco non è imposta da Roma, ma voluta dal PD trentino e dal PATT per risparmiare sulla pelle dei cittadini e coprire la loro politica fallimentare. Da mesi i cittadini dell’Alto Garda lottano contro la chiusura del punto nascite, ieri siamo andati a Roma a consegnare le 12.000 firme raccolte e a spiegare le ragioni oggettive per far riaprire il presidio, gli stessi funzionari del Ministero hanno riacceso le speranze suggerendo di chiedere una nuova richiesta di deroga sulla base di dati completi. E il governatore autonomista cosa fa? Rifiuta in partenza ogni ipotesi di provare a riaprire il punto nascita. Ora le intenzioni di Rossi e Zeni sono finalmente chiare e siamo certi che i cittadini se ne ricorderanno alle prossime elezioni.
C’è sempre una precisa volontà politica dietro alla chiusura di un servizio pubblico: il caso del punto nascite di Arco ne è la dimostrazione. La nostra battaglia non si ferma qui, ma si fa ancora più decisa: perché su diritti fondamentali come quello alla salute non si scherza.

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