Riccardo Fraccaro BLOG

Gli svizzeri contro la guerra. Ma come hanno fatto?

gripenvignettaDomenica 18 maggio, in Svizzera, ha avuto luogo la seconda tornata referendaria dell’anno. Tra i 4 quesiti sottoposti ai cittadini c’era anche quello relativo al fondo per l’acquisto degli aerei da combattimento Gripen. La domanda che figurava sulla scheda era estremamente semplice:

Volete accettare la legge federale del 27 settembre 2013 sul fondo per l’acquisto dell’aereo da combattimento Gripen (Legge sul Fondo Gripen)?

L’opuscolo informativo inviato ai cittadini svizzeri in allegato alla scheda elettorale conteneva in forma altrettanto semplice la posizione del Consiglio federale (il Governo svizzero) e delle due Camere del Parlamento, i quali raccomandavano di accettare la legge approvata nel settembre 2013. Le informazioni a disposizione del cittadino per poter prendere una decisione consapevole erano organizzate in capitoletti e paragrafi in forma chiara e lineare e includevano non solo le posizioni del Governo ma anche la sintesi delle motivazioni dei comitati referendari e i riferimenti web per approfondire ulteriormente l’oggetto della consultazione. Questo il dettaglio dei  5 capitoli e dei relativi paragrafi distribuiti su 9 paginette in formato A5:

L’ESSENZIALE IN BREVE: Contesto; finanziamento; motivi del referendum; posizione del Consiglio federale e del Parlamento.

IL PROGETTO IN DETTAGLIO: fondo per l’acquisto di 22 aerei da combattimento Gripen; la flotta attuale; gli F-5 sono obsoleti; 22 Gripen sostituiranno 54 Tiger; una selezione sistematica; l’economia svizzera ne approfitterà; che cosa succede se la legge è respinta?

GLI ARGOMENTI DEI COMITATI REFERENDARI: Comitato referendario liberale «No al Gripen»; Comitato referendario «No ai miliardi per gli aerei da combattimento»

GLI ARGOMENTI DEL CONSIGLIO FEDERALE: la sicurezza è una condizione essenziale per il benessere; l’esercito deve disporre di un equipaggiamento adeguato; i 32 F/A-18 non sono sufficienti; una buona soluzione dal punto di vista tecnico; una soluzione ragionevole dal punto di vista economico.

TESTO IN VOTAZIONE: 7 brevi e comprensibili articoli

La spoglio e il conteggio dei voti – espressi per via elettronica, postale e in percentuale inferiore direttamente nell’urna – è terminato già nel pomeriggio ed è stato caratterizzato da una partecipazione del 56,3%. Ovviamente, fin dal 1848, la validità e l’esito dei referendum sono garantiti dall’assenza di qualsiasi tipo di quorum di partecipazione come nel resto dei paesi occidentali.

A corredo di una breve conferenza stampa del consigliere federale Maurer il messaggio trasmesso alle ore 17:30 della domenica stessa dal Dipartimento della Difesa, della protezione della popolazione e dello sport è stato il seguente:

ELETTORATO DICE NO AL GRIPEN

Gli elettori svizzeri hanno respinto la legge Gripen Fondo, con una quota di voto del 53,4 per cento il 18 maggio 2014. Consiglio federale e il Parlamento devono ora considerare le alternative per chiudere la vulnerabilità incombente.

Le persone devono creare il modello del Bundesrat 22 Gripen E, non omologato. Il Consigliere federale Ueli Maurer: “Con la decisione di una vulnerabilità sorgerà. Faremo tutto in modo tempestivo, al fine di colmare questa lacuna in un ambiente difficile. Dobbiamo considerare nei prossimi mesi diverse varianti, come ad esempio la prontezza dell’esercito possono essere meglio assicurata. “

L’analisi e il processo politico ci vorrà del tempo prima che le proposte possono essere fatte, come la protezione dello spazio aereo può essere garantita dopo lo smantellamento previsto del F/A-18 nel 2025. Successivamente, il Consiglio federale e il Parlamento saranno chiamati a prendere una decisione di chiudere la vulnerabilità risultante.

L’aspetto più significativo del caso Gripen non riguarda tanto il merito della decisione dei cittadini bensì il metodo che è stato adottato per arrivare a tale decisione e la repentina presa d’atto degli organi istituzionali. Alcune domande sorgono quindi spontanee. Se i cittadini italiani avessero a disposizione strumenti referendari come quelli svizzeri? Se il Governo italiano rispettasse la volontà popolare espressa dai cittadini tramite referendum a prescindere dalla posizione della maggioranza parlamentare? E se comparassimo la vicenda Gripen al pasticcio degli F35?

Mi limito a dire che probabilmente nella risposta troverete le ragioni per cui la Presidente della Camera Boldrini sta boicottando il viaggio-studio di una delegazione di parlamentari italiani in Svizzera promosso dal sottoscritto. Il mio proposito è quello di studiare il modello istituzionale elvetico per introdurre anche in Italia strumenti di partecipazione efficaci e per permettere una proficua interazione tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta.

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