Riccardo Fraccaro BLOG

Full Metal Renzie

https://www.facebook.com/Mondo5StelleNel 2012, in piena campagna elettorale per le primarie perse contro Bersani, Renzi dichiarava che gli F35 vanno dimezzati e che bisogna uscire quanto prima dal conflitto in Afghanistan. Nel 2014, in perenne campagna elettorale per le europee che perderà contro il M5S, Renzi chiede la prima fiducia del suo Governo sul decreto per rifinanziare la proroga delle missioni militari. L’ipocrisia del premier è ormai nota, ma quando ci sono in gioco vite umane la coerenza non è più un lusso: è un dovere di fronte al Paese e il premier sta tradendo non solo se stesso, com’è abituato a fare, ma gli stessi principi della nostra Costituzione. Agli ordini del sergente Napolitano ha subito cambiato verso, nel senso della politica guerrafondaia: è Full Metal Renzie.

Dall’inizio della missione, l’Afghanistan continua ad essere governato dalla corruzione e le condizioni di vita della popolazione sono solo peggiorate. Il nostro esercito è quindi percepito come una forza di occupazione. Il Parlamento, a colpi di proroga, continua ad esporre i nostri soldati a rischi inaccettabili. L’Italia deve farsi promotrice di vere missioni di pace, sviluppo e cooperazione nel contesto internazionale, come quella in Libano, utilizzando i canali della diplomazia e del dialogo. Quando la partitocrazia si renderà conto che non avremmo mai dovuto invischiarci nel conflitto afghano sarà sempre troppo tardi.

Il combinato disposto del voto di fiducia e dello strumento del decreto è la classica operazione a tenaglia che i Governi usano per imbavagliare la discussione ed esautorare il Parlamento: è l’arma di Renzie per costringere i nostri soldati a proseguire una missione insensata. Eppure stiamo parlando di un provvedimento che stanzia altri 620 milioni di euro nei prossimi 6 mesi per impegnare il nostro contingente in un conflitto che miete migliaia di vittime, tra militari e civili, per appoggiare un Governo locale corrotto e in mano ai trafficanti di oppio. Questa è una guerra. Renzi ha indossato l’elmetto, nelle sue slide non c’era un solo accenno al taglio dello shopping militare, dei sottomarini e degli F35 che continuiamo a pagare mentre altri Paesi, più saggi di noi, hanno già abbandonato il progetto.

Quello che Napolitano ci ha imposto per accontentare la lobby degli armamenti: mercoledì prossimo convocherà il Consiglio supremo di difesa che presiede per calpestare la legge 244, quella secondo cui gli acquisti sono di competenza del Parlamento. Le spese per la Difesa resteranno saldamente nelle mani del Sergente Napo, 15 miliardi di euro per dei cacciabombardieri difettosi invece che per lo Stato sociale, così come l’impegno nei teatri di guerra. L’Afghanistan sta diventando un nuovo Vietnam e non possiamo ricordarcelo solo in occasione degli attentati al nostro contingente. Dobbiamo invertire la rotta della politica estera: “L’Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra” (S. Pertini).

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