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Fracalossi deve dimettersi: alla guida della Cooperazione niente conflitti di interessi

Cooperazione, Fraccaro «Fracalossi è in conflitto di interessi»

L’Adige, 16 gennaio 2016

«Da un paio di giorni Giorgio Fracalossi se le canta e se le suona da solo sui canali d’informazione locali: un giorno pare intenzionato a dimettersi, quello dopo ritratta. Forse non è chiaro un concetto: le dimissioni di Fracalossi dalla presidenza della Cooperazione non sono più differibili. Non è una questione di scelte e valutazioni: Fracalossi in questo momento ricopre tre cariche che rimandano a poteri e competenze che devono restare separati». Lo afferma il deputato M5S Riccardo Fraccaro, che su questo tema ha depositato in questi giorni un’interrogazione a risposta orale al Ministro dell’economia e delle finanze e al Ministro dello Sviluppo economico per verificare la legittimità dei molteplici ruoli ricoperti da Fracalossi, che oltre a essere Presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, è anche Presidente della Cassa Rurale di Trento e di Cassa Centrale Banca Spa. «La questione non è solo quella di sedere su tre poltrone contemporaneamente. La questione è che questo accumulo di cariche va contro il principio fondante della nuova architettura bancaria europea, che prevede una netta separazione tra l’esercizio delle attività di vigilanza e quelle di risoluzione delle crisi, come ha sottolineato anche il Capo del Dipartimento di vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, Carmelo Barbagallo. Nel caso di Fracalossi e del suo triplice incarico i due esercizi di gestione e controllo vengono accorpati nelle mani di un unico soggetto e questo in evidente conflitto con i principi fondanti del movimento cooperativo, cioè la democrazia societaria e il fine sociale. È di vitale importanza che Fracalossi lasci la presidenza della Federazione, anche per essere in sintonia con gli indirizzi suggeriti dal Comitato Economico Sociale Europeo che ha chiesto un rafforzamento delle norme deontologiche e dei codici di buona governance, che attualmente in Trentino non sono rispettati. Capiamo le difficoltà di trovare un successore, ma qui in fondo sta la vera sfida: nella necessità di eleggere finalmente un presidente senza conflitti, che sappia riportare il sistema cooperativo alla sua originaria missione: è l’unico modo per tutelare gli interessi pubblici, garantire il sistema democratico e la conservazione dei valori del movimento cooperativo e rilanciare la competitività delle casse rurali, in modo che possano tornare ad essere i capisaldi di un sistema di investimenti sano e trasparente sul nostro territorio».

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