Riccardo Fraccaro BLOG

Flussi migratori? Siamo in balia della Merkel. Rivedere subito accordo di Dublino

arrivo a BolzanoIeri ho voluto vedere con i miei occhi i luoghi di transito e le condizioni dell’esodo dei migranti che da Africa e Asia si dirigono al Nord Europa. Le tappe della visita conoscitiva sono state la stazione dei treni di Bolzano, dove alle 8 del mattino arrivano decine di migranti con l’Intercity notturno proveniente da Roma, e il valico del Brennero, ultima tappa prima dell’ingresso in territorio austriaco. In entrambi i luoghi ho parlato con i volontari che, con competenza e umanità, si occupano dell’assistenza ai migranti e con gli addetti della polizia. Da loro ho raccolto preziose informazioni e testimonianze dirette su una questione umanitaria che, con drammatica evidenza, il Governo italiano e l’Unione Europea non sono in grado, o forse non vogliono, gestire in maniera coordinata.
Il valico del Brennero è uno dei canali più trafficati, insieme a Ventimiglia e Tarvisio. Da gennaio ad oggi sono transitati circa 7mila migranti. Molti sono riusciti a passare il confine di Stato, ma il dato che ci dovrebbe preoccupare è che non esiste una politica europea in grado di tutelare l’Italia. La Germania, e di riflesso l’Austria, ha gli strumenti per respingere i migranti come e quando lo desidera. Infatti, attraverso l’intesa trilaterale tra Italia, Austria e Germania per il controllo dei treni internazionali (es. la tratta Roma-Monaco) e l’intesa bilaterale di buon vicinato tra Italia e Austria, le polizie dei tre stati membri possono muoversi da un confine all’altro per monitorare il corridoio ferroviario. Sulla base di tali accordi e con decisioni discrezionali, Germani ed Austria possono intensificare le maglie dei controlli e tappare il flusso dei migranti da un momento all’altro e senza alcun preavviso. Un simile scenario si è verificato in occasione della riunione dei G7 nel giugno scorso in Germania. Il ministro dell’interno tedesco decise di ripristinare i controlli di frontiera nel periodo compreso fra il 26 maggio e il 15 giugno 2015 triplicando i respingimenti e costringendo il territorio della provincia di Bolzano a notevoli sforzi per far fronte alla decisione unilaterale.
Il panorama generale è preoccupante poiché i numeri del fenomeno non accennano a diminuire e l’UE latita. Nel 2014 gli ingressi totali stimati nel nostro Paese sono stati 170mila mentre nei primi sei mesi di quest’anno sono già 60mila. Alle porte del periodo di maggiore intensità degli sbarchi, il quale va dal mese di giugno a ottobre, le prospettive per il 2015 sono indubbie: potrebbe essere l’anno record. La politica non si può concedere ulteriori dilazioni nel trovare una regola condivisa al fine di affrontare la questione migratoria con un approccio sistemico e rivedere gli accordi di Dublino. Non si tratta infatti di un’emergenza bensì di un fenomeno pressoché sistemico, che non può essere trattato con interventi provvisori ed arbitrari da parte dei singoli Stati ma richiede uno sforzo comune anche per la stabilizzazione dei Paesi d’origine. E’ necessaria una regia unitaria che assegni impegni e ripartisca costi in misura uniforme e proporzionale su tutto il territorio europeo al fine di garantire i diritti dei migranti e la sicurezza dei cittadini.

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