Riccardo Fraccaro BLOG

Fassina-Renzi: lo scontro per le poltrone

renzi-fassinaLa vicenda delle dimissioni di Fassina, il viceministro sconosciuto a Renzi, è una perfetta cartina di tornasole dell’attuale situazione politica. Ricordo quando in Commissione Bilancio alla Camera era in discussione la Legge di stabilità, ed in particolare l’emendamento per garantire un condono di fatto alla Sorgenia di De Benedetti pari a 22 milioni di euro. In quell’occasione ho preso la parola per additare proprio Fassina, lì presente, come un Berlusconi qualunque dedito a fare leggi ad aziendam invece di tutelare l’interesse generale. L’ex viceministro si arrabbiò molto. Ora è proprio lui a dare del Berlusconi al suo segretario di partito, accusandolo di guidare il Pd in modo autoritario.

In realtà Fassina vuole mettersi a capo della corrente antirenziana per avere maggiori poltrone nella prossima tornata elettorale. Renzi vuole riscrivere le regole del gioco a sua immagine e somiglianza per scalzare Letta. Invece di restituire i rimborsi elettorali, il sindaco che non c’è parla di una settimana di tempo per la legge elettorale (scegli la busta A, B o C stile televisione commerciale del più basso livello) e lancia la sfida su alcuni temi, dando titoli e nemmeno uno straccio di testo. Gli interessa solo la scalata al potere, da Palazzo Vecchio a Palazzo Chigi.

L’attuale inquilino, Letta nipote, replica chiedendo di elaborare un accordo programmatico di governo per il 2014 in 2/3 settimane, dove non ci è dato sapere cosa entrerà e cosa no. L’importante è tirare a campare insieme al gemello siamese Alfano, che vuole anche lui evitare a tutti i costi le elezioni a maggio.

Insomma, la maggioranza è nel caos più totale dimostrando ancora una volta come le dinamiche interne prevalgano sulle esigenze della società. Più si scontrano per conquistare il potere, più il Parlamento non è capace di legiferare nell’interesse della società: il Paese rischia di sprofondare nelle sabbie mobili. Nessun partito ha di fatto avanzato una proposta precisa, netta, scritta nero su bianco per dare ossigeno al popolo italiano. Nessuno tranne il M5S: ritorno all’ultima legge elettorale approvata da un parlamento legittimo (il cosiddetto Mattarellum) e immediatamente il reddito di cittadinanza e gli aiuti alle Pmi. Tre semplici mosse per ripristinare la democrazia e ridare vitalità al tessuto sociale e produttivo.

Semplice, lineare, ragionevole, di buon senso. Allor perché non farlo? Inizio a pensare che, come per l’elezione del Presidente della Repubblica, queste proposte per uscire dal pantano non si possono fare solo perché provengono dal M5S. Per i partiti evidentemente il male assoluto. Per gli italiani l’unica possibilità.

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