Riccardo Fraccaro BLOG

Emergenza carceri, interrogazioni al Ministro dell’Ingiustizia Orlando per garantire la salute dei detenuti e di diritti del personale

polizia penitenziariaL’emergenza carceri va affrontata anzitutto assicurando la presenza dello Stato. Ho presentato un’interrogazione (4-06976) al cosiddetto ministro della Giustizia per chiedere l’allestimento urgente di un apparecchio radiografico nell’area sanitaria della casa circondariale di Trento al fine di tutelare della salute dei detenuti, nonché un potenziamento dei servizi di scorta verso i luoghi di cura a salvaguardia del personale.

L’11 agosto scorso, nell’ambito delle iniziative sul territorio che affiancano il lavoro parlamentare, ho visitato il centro di detenzione trentino. In quell’occasione ho avuto il piacere di conversare con gli agenti di polizia penitenziaria che mi hanno accompagnato in tutti settori della struttura, con il personale infermieristico e con il medico responsabile del presidio sanitario. Mi sono impegnato a portare le loro richieste in Aula presentando l’atto di sindacato ispettivo. Ho inoltre interpellato anche l’assessore alla salute e il dipartimento della salute e della solidarietà sociale della Provincia Autonoma di Trento, ai quali competono le funzioni di assistenza sanitaria all’interno dell’istituto di pena situato a Spini di Gardolo. Qui l’email che ho inviato loro.

Parallelamente ho presentato un’altra interrogazione (4-06623) per chiedere con che modalità viene assicurato il rispetto della procedure con cui vengono assegnati gli alloggi al personale dipendente dell’amministrazione penitenziaria. Nella fattispecie mi sono rivolto al ministro per accertarmi che vengano salvaguardati i nuclei familiari dei dipendenti che si trovano in condizioni di maggior disagio.

Solleciterò il ministro dell’ingiustizia a dare risposte concrete a queste istanze e l’assessore Borgonovo Re per quanto concerne la macchina radiografica. E’ necessario tutelare la salute dei detenuti e garantire il rispetto dei diritti di chi lavora in condizioni difficili e lontano dai riflettori, per perseguire l’interesse pubblico in un luogo cruciale per la rieducazione e il benessere sociale come dovrebbe essere il carcere.

Altra interrogazione depositata in data 18 dicembre 2014 (4/07333)

 

 

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