Riccardo Fraccaro BLOG

Ecco perché il referendum propositivo migliora la nostra democrazia!

La Camera sta discutendo la proposta di legge costituzionale per introdurre il referendum propositivo. Si tratta di uno straordinario strumento per portare nelle istituzioni la voce, le idee e le proposte dei cittadini. Con questo post spieghiamo come funziona la proposta è perché migliora la nostra democrazia. 

COME FUNZIONA

La proposta prevede che l’iniziativa legislativa popolare, quando è supportata da 500mila elettori, debba essere esaminata dalle Camere e approvata entro 18 mesi. La Corte Costituzionale controlla preventivamente la proposta popolare, che non è ammissibile in primo luogo quando non rispetta la Costituzione. Inoltre non è ammessa per la legge di bilancio (ovvero la manovra), perché è di iniziativa prettamente governativa, per le leggi di revisione costituzionale, per i trattati internazionali e per gli altri casi individuati dalla proposta di legge (amnistia, indulto, intese con le confessioni religiose, autonomia differenziata). 
Qualora la proposta non venga approvata dalle Camere, su di essa viene indetto un referendum. Entra in vigore se è approvata dalla maggioranza degli elettori che si sono recati alle urne e se tale maggioranza sia superiore al 25% degli aventi diritto al voto (12,5 milioni di sì). Se le Camere la approvano con modifiche (“controproposta”), si tiene ugualmente un referendum sulla proposta popolare se i promotori non vi rinunciano. In questo caso, se il referendum avrà esito positivo, la proposta popolare entrerà in vigore e la “controproposta” approvata dalle Camere non verrà promulgata. In caso contrario, se il referendum avrà esisto negativo sarà promulgata la proposta approvata dalle Camere.

PERCHÉ MIGLIORA LA DEMOCRAZIA

– Perché incentiva i cittadini a partecipare. Finalmente le persone possono elaborare una proposta che, se supportata da 500mila firme, può essere sottoposta all’esame del Parlamento e al voto popolare se le Camere non la accolgono o se i promotori non vi rinunciano perché insoddisfatti dalla soluzione del Parlamento;

– Perché consente ai cittadini di incidere nell’agenda politica e di proporre all’ordine del giorno temi anche “scomodi”, visto che le Camere devono decidere entro 18 mesi sulla proposta presentata;

– Perché favorisce un dialogo costruttivo tra Parlamento e promotori che può terminare con una consultazione referendaria solo eventuale. La possibilità di rinuncia al referendum da parte dei promotori, nel caso in cui la proposta parlamentare soddisfi la richiesta popolare, evidenzia proprio l’importanza del dialogo tra le parti;

– Perché il referendum propositivo promuove l’ascolto del Parlamento delle proposte dei cittadini e induce le Camere a formulare una proposta alternativa che, per entrare in vigore, dovrà essere supportata da un più ampio consenso popolare rispetto a quella presentata dai 500mila elettori;

– Perché consente ai cittadini di decidere: in caso di inerzia del Parlamento, la proposta è sottoposta al voto popolare e viene approvata se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi purché superiore al 25% degli aventi diritto. Anche quando la maggioranza dei parlamentari ritiene che sia preferibile una proposta alternativa sono comunque gli elettori a decidere; 

– Perché è un disincentivo all’astensionismo grazie al nuovo quorum approvativo che favorisce la partecipazione dei cittadini, sia favorevoli sia contrari. Infatti se chi è contrario non vota rischia di far vincere i sì. In ogni caso, ci vogliono almeno 12,5 milioni di voti a favore. È quindi impossibile che il referendum possa essere appannaggio di piccole minoranze organizzate; 

– Perché incoraggia l’opinione pubblica e i media ad affrontare e approfondire i temi sollevati dalla proposta popolare e che saranno oggetto di un largo dibattito politico. La riforma assicura uguale conoscibilità della proposta popolare e di quella del Parlamento o, in caso di inerzia delle Camere, della normativa vigente.

Come si vede il referendum propositivo promuove la democrazia diretta e, al tempo stesso, valorizza il ruolo del Parlamento nella sua capacità di ascolto, accresce la fiducia nelle istituzioni, rafforza la coesione sociale e migliora il funzionamento delle istituzioni democratiche. La sua approvazione sarà un grande passo in avanti per il nostro Paese lungo la strada del cambiamento. Ridiamo centralità ai cittadini!

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