Riccardo Fraccaro BLOG

Donne pensanti… a una politica diversa. Perché il ruolo di “portavoce” non è per tutti

trentino 5 stelleEcco la lettera inviata ieri agli organi di stampa della provincia di Trento dalle attiviste del Meetup Trentino:

In quanto donne e attiviste del Meetup Trentino vorremmo esprimere il nostro dissenso circa le affermazioni della consigliera Bottamedi rilasciate a L’Adige lunedì 25 luglio, sul fatto che “nel Movimento, non sono bene accette le donne pensanti”. Queste parole ci sembrano offensive e ci lasciano profondamente amareggiate, anche in virtù dell’alacre lavoro svolto insieme alla consigliera già da prima che fosse eletta.

Il M5S è la forza politica con la maggiore percentuale di presenza femminile; le quote rosa nel consiglio provinciale e in quello comunale di Arco, a riprova di ciò, sono il 50%. È questa una delle conseguenze migliori della democrazia diretta, che sta alla base del rinnovamento che il M5S intende portare avanti. Si parla di cittadini – uomini e donne – che si attivano, partecipano, condividono e prendono decisioni a livello assembleare. Questo comporta un ruolo del tutto nuovo per gli eletti, che li differenzia dai politici tradizionali: quello appunto di “portavoce”. I rappresentanti M5S all’interno delle istituzioni accettano di portare avanti le istanze della base attiva e di operare in costante dialogo con chi la compone, nell’ottica dell’”uno vale uno”. Il loro lavoro non si svolge dunque soltanto nelle aule consiliari, ma comprende necessariamente la relazione con la base.

Siamo consapevoli che non sia un compito facile: richiede un certo grado di umiltà, la disponibilità a un confronto continuo ed a mettere da parte i personalismi. Implica l’accettare – cosa senz’altro rivoluzionaria, e quindi non per tutti – che la base possa chiedere conto al portavoce del suo operato.

Di tutto questo, chi si candida per il M5S è consapevole ben prima dell’elezione.

Bottamedi è entrata in Consiglio grazie all’applicazione di questi principi. Oggi tuttavia, la consigliera non li riconosce più e sembra aver scambiato la libertà di pensare ed esprimersi, mai messa in discussione nel cammino percorso insieme, con la libertà di disattendere gli impegni presi e le regole da lei sottoscritte. Nel momento infatti in cui le si è chiesto di rispettare tali norme, queste sono diventate simbolo di un’ortodossia da “direttorio” che contrasta con la sua volontà di “autonomia”, e il meetup “un manipolo di facinorosi”.

Siamo convinte che uno dei grandi problemi che affliggono il nostro Paese sia l’abitudine politica di promettere una cosa e poi non mantenerla; pensiamo sia questa grande elasticità tutta italiana dell’interpretare le norme a modo proprio che fa prevalere così spesso l’interesse personale sul bene comune. Pensavamo che la consigliera condividesse tali posizioni, ma forse ci sbagliavamo.
A riprova di questa libera interpretazione delle regole confusa per autonomia di pensiero, possiamo citare il suo rifiuto a rendicontare le spese su meetup e ad ottemperare al Codice di comportamento, sottoscritto nel 2013, che la impegnava alla rotazione semestrale del capogruppo. Ma un esempio forse ancora più calzante, visto che la consigliera ha tirato in ballo l’argomento “donne”, è senz’altro quello del Ddl Maestri sulle quote rosa. Senza alcun confronto preliminare con il meetup, Bottamedi ha firmato un Ddl che andava in direzione opposta a quella nazionale e verso il quale gli attivisti – una volta appresa la notizia – si erano espressi criticamente. La richiesta avanzatale è stata quella che votasse pure favorevolmente al Ddl in aula, avendo così salva la propria libertà di pensiero, ma non contribuisse alla sua creazione apponendo la firma del Movimento, che in esso non si riconosceva. La consigliera si è rifiutata di farlo, abdicando così al proprio ruolo di “portavoce”.

L’addio di Bottamedi al meetup e al M5S è sicuramente un triste episodio. Tuttavia, come attiviste e attivisti proseguiremo sulla strada intrapresa. Crediamo fermamente nei principi cardine del Movimento: la partecipazione dal basso, gli strumenti di democrazia diretta e il cittadino come motore e garante delle istituzioni. Necessario corollario a tutto ciò è che gli eletti siano in grado di ricoprire il ruolo di “portavoce”. Continueremo a lavorare, con chi condivide questi ideali, verso un tale rinnovamento del modo di fare politica.

Attiviste Meetup Trentino
Giulia Burli, Denise Cattoi, Lorenza Colò, Monica Dal Fiume, Olga Dalponte, Marianna Demattè, Francesca Guerra, Monica Morghen, Sonia Oliva, Gabriella Santuliana, Sonia Lievore, Sonia Betz e Barbara Tarolli

Related Articles

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: