Riccardo Fraccaro BLOG

Dirette streaming sospese per la campagna referendaria, ma solo a Trento, Rovereto e Levico. La mia interrogazione parlamentare

diretta streaming oscurata censoredI cittadini che in questi giorni si sono recati sui siti web dei comuni di Trento, Rovereto e Levico con l’intenzione di guardare da casa la diretta streaming del consiglio, si sono trovati di fronte una brutta sorpresa: le registrazioni video delle ultime sedute consigliari sono state oscurate e le dirette streaming sono addirittura state sospese. Il motivo di tutto ciò? Il referendum del 17 aprile!

Le amministrazioni comunali spiegano che la ragione di questo repentino oscuramento sta nell’obbligo di ottemperare alla legge n. 28/2000 sulle «Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie» e alla nota n. 3 del 2006 della Conferenza dei comitati per le comunicazioni delle regioni e delle province autonome. In particolare, la legge 28/2000 vieta «a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto»; mentre la nota della Conferenza dei comitati precisa che «il divieto investe tutte le modalità di riproduzione/trasmissione, quindi anche quella relativa ad internet e coinvolge l’insieme delle attività assembleari». E quindi, tradotto in parole povere, fino al 17 aprile niente diretta streaming e divieto assoluto di vedere le registrazioni passate, a partire dalla data di indizione dei comizi elettorali. Peccato che questa interpretazione così pedissequa e restrittiva delle norme appena citate sia vera solo per i comuni di Trento, Rovereto e Levico. I provvedimenti adottati dalle amministrazioni trentine, infatti, non trovano riscontro sui siti web di altri enti pubblici sia locali che nazionali. Sul sito del Consiglio provinciale di Trento sono consultabili le registrazioni delle sedute del 3, 9 e 10 di marzo 2016. Lo stesso avviene per le registrazioni delle sedute del Consiglio della regione Puglia del 10, 15 e 22 marzo, nonché per le dirette e le registrazioni delle sedute dei consigli comunali di Merano, Milano e Napoli, che si sono svolte nel periodo considerato.

Siamo al paradosso: non solo sul referendum contro le trivelle l’informazione è di una carenza allarmante, ma addirittura si sopprimono strumenti di informazione locale che con la campagna referendaria non c’entrano nulla. L’interpretazione normativa dei comuni di Trento, Levico e Rovereto su questo tema è eccessiva e irragionevole e oltretutto priva i cittadini del diritto di essere informati sull’attività della loro amministrazione. Ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’interno per chiedere se sia a conoscenza di questo fatto e cosa aspetti a intervenire per far sì che trentini, roveretani e levicensi possano godere degli stessi livelli di informazione dei cittadini del resto d’Italia.

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