Riccardo Fraccaro BLOG

Democrazia e innovazione tecnologica: il mio intervento al Digital Italy Summer 2018

Oggi sono intervenuto al Digital Italy Summit 2018, evento che ha riunito a Roma manager di grandi aziende, esperti internazionali ed esponenti del mondo politico e istituzionale per confrontarsi e dibattere sui temi della trasformazione digitale.

Nel corso della mia relazione, ho parlato del contributo della digitalizzazione e della semplificazione burocratica nella Pubblica Amministrazione. Un percorso innovativo che è solo all’inizio. Esistono ancora criticità che devono essere affrontate in tempi rapidi dal Governo per dare risposte alle richieste dei cittadini e colmare il gap che ancora penalizza il nostro Paese nel confronto con le altre nazioni più evolute. Serve innanzitutto una centralità di governo su quelli che sono i processi d’innovazione tecnologica, oggi suddivisi tra troppi enti ed organismi che poco dialogano tra di loro. Bisogna aprire un dialogo con i grandi player dell’ICT ed è fondamentale poi un percorso di education degli operatori delle Amministrazioni, sia centrali che locali, che dovranno essere gli attori di questa trasformazione digitale. La tecnologia può aiutare i cittadini a dialogare con la Pubblica Amministrazione, ma nella società civile di oggi sta emergendo il desiderio dei cittadini di partecipare in modo attivo alla vita politica del Paese, di incidere nei processi che portano alla definizione dell’indirizzo politico, non limitandosi ad un ruolo passivo.

Occorre che la democrazia rappresentativa venga salvaguardata, arricchendola degli strumenti della democrazia diretta e della democrazia partecipativa, che non richiedono lo stesso tasso di intermediazione richiesto dalla democrazia rappresentativa e – non a caso – si prestano maggiormente ad essere valorizzate proprio attraverso le nuove tecnologie. È per questo che, come Ministro per la Democrazia Diretta, ho proposto un programma che implementi tanto gli strumenti della democrazia diretta, quali complemento della Democrazia Rappresentativa, quanto quelli della democrazia partecipativa. Il programma annunciato si sta già traducendo in atti legislativi concreti: alla Camera dei Deputati i gruppi che sostengono il governo hanno presentato una proposta di riforma costituzionale che introduce il referendum propositivo, da affiancare a quello abrogativo già esistente. Esistono però ulteriori opportunità di dialogo tra il cittadino e lo stato, dove la digitalizzazione può dare un contribuito rilevante ad agevolare questo processo.

Mi riferisco in particolare alla implementazione delle forme della democrazia partecipativa. Per questo, ho ribadito come il Governo sia intenzionato a dare impulso a questo tipo di soluzioni, in parte già esistenti, che chiaramente necessitano di reti sempre più veloci e sicure, di applicazioni sempre più intuitive e modulari, di piattaforme e soluzioni sempre più potenti e performanti, in una parola di un’infrastruttura ICT all’avanguardia. Ed è in questo senso che va visto lo stanziamento di alcuni giorni fa da parte del Ministero dello Sviluppo Economico di ulteriori € 100 milioni per la diffusione del Wi-Fi e lo sviluppo di tecnologie innovative quali Blockchain, Intelligenza Artificiale ed Internet delle Cose.

Sono convinto che il percorso della politica sarà sempre più indissolubilmente connesso con quello dello sviluppo tecnologico, fermi restando i ruoli e le prerogative di ciascuno: la politica dovrà indicare la strada e le priorità, mentre l’ICT dovrà fornire soluzioni e strumenti.

Di seguito il video del mio intervento: 

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