Riccardo Fraccaro BLOG

Democrazia diretta e partecipazione. Modifica degli Statuti comunali in base alla legge regionale n. 11/2014. A che punto siamo?

foto gruppo conf stampa democrazia diretta

da sinistra: Tavernini, Trainotti, Fraccaro, Degasperi, Rullo

I tempi stringono: entro il 31 dicembre i comuni dovranno recepire i dettati della legge regionale n. 11/2014 in materia di partecipazione. La conferenza stampa organizzata oggi dal MoVimento 5 Stelle del Trentino mirava a fare il punto della situazione, spiegando i contenuti della legge, le opportunità per i cittadini e lo stato dell’arte nei comuni dove il M5S è presente. Il deputato Riccardo Fraccaro ha fatto il punto sulla situazione nazionale, il consigliere provinciale Filippo Degasperi ha illustrato i contenuti della legge regionale, approvata con gli emendamenti del M5S, e i consiglieri comunali Angelo Trainotti (Ala), Alvaro Tavernini (Dro) e Giovanni Rullo (Arco) hanno aggiornato sull’esito delle iniziative locali per recepire la legge e modificare quindi gli Statuti comunali. Il quadro generale, viste le tempistiche, rivela un preoccupante ritardo e i consiglieri comunali all’unisono hanno sottolineato la scarsa volontà da parte delle amministrazioni comunali nel recepire la legge regionale. «Una legge che introduce contenuti nuovi e nuove forme di partecipazione – ha detto Degasperi – e che sarebbe stata l’occasione per creare un dibattito, ma il dibattito è stato negato». La mancanza di informazione è stata, secondo Fraccaro, l’aspetto più penalizzante: «Grazie all’introduzione di norme che estendono la partecipazione popolare alle attività istituzionali, i cittadini avrebbero la possibilità di pronunciarsi per esempio sulla costruzione di un opera, di decidere su determinati finanziamenti, di migliorare la qualità della vita di tutti».

In apertura, Fraccaro ha posto l’attenzione sulla crisi della democrazia nel mondo occidentale: «Nell’occidente democratico c’è una crisi della democrazia, dovuta al fatto che oggi il mandato politico è un mandato in bianco. I parlamentari possono decidere della vita dei loro concittadini senza che questi possano più intervenire in alcun modo e anche gli strumenti a disposizione, come il referendum abrogativo, si sono rivelati deli bluff: pensiamo al referendum sul finanziamento pubblico ai partiti o sull’acqua pubblica. Il problema in Italia oggi è la corruzione: e il corruttore non va a corrompere i cittadini, va a corrompere il parlamentare, il consigliere provinciale, l’assessore perché sa che loro possono decidere anche contrariamente alla volontà dei cittadini. Ecco allora la soluzione alla corruzione: introdurre strumenti per cui il cittadino può intervenire nel momento in cui il politico non svolge il lavoro per cui è pagato. Noi vogliamo che le istituzioni prima di approvare una legge si chiedano se effettivamente i cittadini la vogliano, vogliamo che i politici siano costretti a rispettare le promesse elettorali perché se non lo fanno i cittadini possono approvare quelle promesse loro stessi. La nostra è una programmazione, vogliamo cambiare l’Italia e il Trentino passo passo. E questo è un primo passo. I comuni del Trentino entro il 31 dicembre dovranno introdurre strumenti di partecipazione nei loro statuti e questo grazie al lavoro del MoVimento 5 Stelle».

Degli strumenti di partecipazione che dovranno essere introdotti negli statuti comunali in base alla legge regionale n. 11/2014 ha parlato Degasperi: «La partecipazione dei cittadini è fondamentale anche per equilibrare le forze politiche in campo, visto che adesso la distribuzione dei poteri tra maggiorana e minoranza è parecchio squilibrata. La legge regionale, grazie al contributo fondamentale del M5S, prevede strumenti innovativi per gli ordinamenti comunali: il referendum confermativo comunale senza quorum, limiti nel numero di firme necessarie all’indizione di un referendum (10% per comuni con meno 20.000 e 5% per gli altri), un prolungamento dei termini per la raccolta delle firme e limiti anche ai quorum richiesti per la validità dei referendum (30% fino ai 5.000 abitanti e 25% oltre i 5.000 abitanti). Importante anche la parte relativa al materiale informativo: il comune deve farsi carico di informare in maniera adeguata del tema su cui si discute ed è garante di correttezza di informazione. La norma è stata approvata nel dicembre 2014, la scadenza era di un anno, pertanto i tempi stringono. Faremo una ricognizione nei comuni dove noi non siamo presenti, per vedere se e come la nuova legge è stata recepita».

I tre consiglieri presenti hanno relazionato sullo dell’arte nei loro comuni: «I comuni sono ancora fermi e latitano» ha puntualizzato Alvaro Tavernini, consigliere di Dro, che ha ricordato come per esempio a Riva sia stata depositata da due mesi e mezzo una mozione per l’attuazione della legge e non sia ancora stata discussa. «Anche a Dro l’abbiamo depositata e mi auguro la discuteremo presto. Ma la cosa grave è vedere che le amministrazioni, senza le nostre sollecitazioni, da sole non si muovono». Ad Arco, ha ricordato il consigliere Giovanni Rullo, dove la stessa mozione è stata presentata e discussa un mese e mezzo fa, «avevamo presentato una mozione che oltre a recepire puntualmente i dettati della legge regionale, auspicava anche un ulteriore passo in avanti: un percorso di condivisione con la cittadinanza per raccoglierne i contributi, il quorum zero, eccetera. La maggioranza si è astenuta, bocciando di fatto la mozione, con la motivazione che avrebbe preferito attenersi al testo della legge così com’era».

Related Articles

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: