Riccardo Fraccaro BLOG

Debito pubblico. La spending review la faranno i cittadini con il referendum finanziario obbligatorio

debitopubblicoitaliano

Uno degli aspetti più innovativi contenuti nel disegno di legge di iniziativa popolare di Più Democrazia in Trentino è indubbiamente la possibilità riservata ai cittadini di esprimersi sia su leggi che su atti amministrativi attraverso il referendum confermativo. La possibilità di sottoporre al vaglio popolare una molteplicità di atti risultanti sia dall’azione legislativa che dall’azione esecutiva mette nelle mani dei cittadini un vero potere di controllo sulle istituzioni. I cittadini potranno così esercitare in via continuativa, e non solo in occasione delle tornate elettorali, il diritto di intervenire su specifiche decisioni non conformi alla loro volontà. Il M5S ritiene però che vi sia un ulteriore spazio di miglioramento alla proposta popolare. Il gruppo consiliare provinciale ha dunque presentato un emendamento per introdurre il referendum finanziario obbligatorio.

L’emendamento prevede la consultazione popolare automatica per tutte le leggi e gli atti amministrativi che comportano spese annuali superiori ai 50 Milioni, o quelle pluriennali che comportano spese annuali superiori ai 10 Milioni. Attraverso il referendum finanziario obbligatorio i cittadini si pronunceranno su spese importanti e non solo su norme giuridiche astratte. Evitando il fardello della raccolta delle firme, i cittadini potranno utilizzare il tempo a disposizione per approfondire nel merito i provvedimenti che comportano grandi impegni di spesa per valutarne poi l’opportunità o meno in sede di voto referendario. Il principio su cui si basa la proposta M5S è basilare. I cittadini pagano quindi comandano. A maggior ragione, ciò è vero quando bisogna decidere se e come spendere enormi quantità di denaro pubblico. Applicando questo principio la partitocrazia dovrà cambiare registro e mettersi al servizio dei cittadini. Solo così potrà avere una legittimazione ed una ragione di esistere.

Potrebbe sembrare un paradosso anteporre le questioni finanziarie alle questioni di principio contenute nelle leggi ma non è così. Il sistema clientelare che si è radicato nel corso degli ultimi decenni si tiene in piedi proprio grazie al meccanismo del voto di scambio che si manifesta nella triangolazione perversa denaro-voto-poltrone. Con il grimaldello del referendum finanziario obbligatorio si potranno mettere in luce e neutralizzare le condizioni e gli automatismi che alimentano questo circolo vizioso.

L’impatto del referendum finanziario sulle casse pubbliche e sull’efficienza della pubblica amministrazione sarà notevole. Gli studi di due autorevoli economisti come Feld e Kirchgässner hanno provato empiricamente un contenimento della spesa pubblica e una riduzione della burocrazia nei casi in cui i cittadini possono ricorrere agevolmente agli strumenti di democrazia diretta e possono esprimersi con frequenza attraverso il voto referendario. In sostanza, negli enti locali nei quali gli strumenti di democrazia diretta sono accessibili i risultati sono stupefacenti. La spesa pubblica e il prelievo fiscale sono inferiori, il tasso di indebitamento dell’ente è ridotto, l’evasione fiscale è minore ed in ultima istanza la ricchezza prodotta per abitante è maggiore rispetto agli enti funzionanti secondo le regole della democrazia rappresentativa pura. Ecco perché l’emendamento del M5S non potrà che essere approvato all’unanimità.

Related Articles

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: