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Ddl ladini, il M5S estende la tutela della minoranza linguistica ladina a livello regionale

Primo passaggio a Montecitorio per il disegno di legge costituzionale sui ladini e con l’approvazione dell’emendamento a prima firma del deputato M5S Riccardo Fraccaro la tutela della minoranza linguistica ladina nello Statuto di Autonomia è stata estesa anche a livello regionale (resoconto integrale sedute: discussione generale 9/01/17 e discussione emendamenti 11/01/17). «Gli emendamenti che abbiamo presentato miravano a colmare e correggere alcuni vuoti della proposta di legge, in primo luogo con lo scopo di assicurare la tutela e la valorizzazione della minoranza linguistica ladina anche a livello regionale e nella provincia autonoma di Trento» spiega Fraccaro, che aggiunge: «In sede di votazione mi sono astenuto, ma sono soddisfatto che sia stata accolta la nostra proposta, che rende possibile svolgere sessioni straordinarie riguardanti i diritti della minoranza linguistica ladina, del gruppo linguistico dei mocheni e del gruppo linguistico dei cimbri. Possibilità che oggi è stata estesa sia al consiglio regionale che ai consigli provinciali di Trento e di Bolzano (approvato emendamento 2.051)».

Fraccaro è tornato a puntare il dito (tema già affrontato in commissione nell’ottobre 2016) contro il problema giustizia che interessa l’Alto Adige: «Il testo originale della proposta di legge proponeva di riservare una proporzionale anche per i magistrati di lingua ladina e per la presidenza del Tar: l’ennesima nomina politica, che avrebbe esasperato il problema della giustizia e dei legami tra politici e magistrati locali. Questo punto rappresentava il centro nodale della questione e su di esso si è concentrata gran parte della nostra critica. Come già in Commissione affari costituzionali, anche in Aula abbiamo dato battaglia su questo punto e siamo riusciti a far togliere dal testo questa proposta. Voglio ricordare che il problema giustizia in Alto Adige rimane e rischia di delegittimare di fronte all’Italia intera l’autonomia di cui gode il nostro territorio. Per questo avevamo proposto con un apposito emendamento di introdurre come norma che anche a Bolzano la sezione del TAR sia selezionata attraverso concorso pubblico. Lo status di regione e provincia autonoma, che io condivido e difendo, non deve significare in nessun caso il venir meno ad alcuni principi fondamentali, garantiti costituzionalmente: separazione dei poteri, terzietà e imparzialità».

In Aula il portavoce Fraccaro ha, inoltre, perorato la causa della scuola ladina di Soraga, portandola, dopo due interrogazioni, di nuovo all’attenzione del Parlamento: «Uno dei nostri emendamenti (emendamento 8.053), purtroppo, respinto, prevedeva di dare valore costituzionale all’Autorità per le minoranze linguistiche, istituita nel 2008 dalla Provincia di Trento. In Aula ho spiegato che è necessario affermare e rafforzare il ruolo dell’Autorità, attribuendole funzioni e poteri effettivi per la difesa e la tutela dei diritti delle minoranze linguistiche. Sono tornato a sollevare il caso della scuola ladina di Soraga (int. 4/11263 del 25/11/2015 e int. 4/13991 del 2/8/2016), chiusa lo scorso anno dalla Provincia perché non raggiungeva il numero minimo di 40 iscritti fissato dalla Giunta provinciale. L’Autorità aveva espresso parere negativo alla chiusura e aveva ribadito l’importanza e l’efficacia di questa scuola ladina. Ma la giunta provinciale di Trento e il Governo hanno completamente ignorato il parere. È paradossale che sia prevista dalla legge un’Autorità specifica per vigilare sui diritti delle minoranze linguistiche, ma non gli strumenti per garantire piena e concreta operatività alla stessa! Il nostro emendamento è stato respinto, ma continueremo a batterci perché vengano garantiti i principi costituzionali e le norme statutarie che tutelano le minoranze linguistiche, con particolare riferimento agli insegnamenti della lingua ladina nelle scuole della provincia».

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