Riccardo Fraccaro BLOG

Cooperazione, il PD vuole snaturare il ruolo delle casse rurali. Urge un cambio di rotta per riaffermare i valori costitutivi del movimento

RIFORMA RENZICon la riforma voluta dal PD, l’autonomia gestionale delle casse rurali, è destinata a essere ridotta ai minimi termini. Il Governo Renzi sta agendo in una logica puramente finanziaria e di mera gestione delle cariche dirigenziali senza alcuna attenzione alle peculiarità storiche di tale settore del credito. Conseguentemente, insieme all’autonomia anche gli altri valori costitutivi del movimento cooperativo, quali la democrazia societaria, la territorialità, il fine sociale e la mutualità saranno fortemente depotenziati.

In questo contesto di incertezza per il futuro delle casse rurali, i vertici della cooperazione trentina, sono più attenti alle posizioni di rappresentanza (e di presunto potere) che non al futuro del movimento come insieme organico di soci, imprese, territorio e comunità. Tale approccio sta trascinando il sistema cooperativo lontano da quelli che avrebbero dovuto essere i veri protagonisti, i soci, e sta creando le premesse per un accentramento del potere e per ridurre al minimo l’autonomia gestionale degli istituti locali.

Il pensiero del M5S riguardo a tale delicata e pericolosa situazione è che non servono né grandi banche nè supermanager, bensì soggetti che partecipano attivamente alla vita sociale. L’accentramento non è certamente la soluzione per risolvere i problemi strutturali legati alla razionalizzazione dei costi, all’efficacia dell’azione di vigilanza e alle modalità di risoluzione delle crisi. E’ necessario andare oltre gli assetti burocratici e le strutture piramidali che si sono consolidate negli ultimi anni e che hanno già dimostrato di allontanare il baricentro dagli interessi locali. Urge un coinvolgimento sostanziale della compagine sociale nella gestione degli istituti per migliorare la funzione degli amministratori e delle autorità di controllo.

La partecipazione diretta dei soci non è un’utopia ma un imperativo da realizzare per rendere più sicuro e più solido il sistema del credito cooperativo. Le azioni per contrastare la riforma della governance del credito cooperativo prospettata dal Governo Renzi devono comprendere la riaffermazione del voto capitario per tutte le cariche, il rafforzamento della formazione di soci e amministratori, la semplificazione della lettura dei bilanci, le iniziative per l’informazione e l’educazione finanziaria e l’attribuzione ai soci di maggiori responsabilità nelle decisioni strategiche.

Solo invertendo radicalmente la rotta si può pensare di rilanciare la vitalità del movimento cooperativo. Con un reale coinvolgimento della base sociale nella gestione e nel controllo dell’attività casse rurali il sistema trentino ne beneficerebbe in termini di solidità e di coesione. Ciò consentirebbe anche di acquisire autorevolezza e credibilità nei confronti del Governo per legittimare un progetto di governance in linea con i valori costitutivi del movimento.

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