Riccardo Fraccaro BLOG

Considerazioni sulle qualità di Renzi

imageDa quando il nuovo premier si è insediato a palazzo Chigi sono fioccati nei suoi confronti critiche e apprezzamenti. Sembra tuttavia che vi sia un riconoscimento quasi unanime delle sue grandi doti da presunto velocista e sedicente rottamatore. Tutti allineati su questi due fronti. Ma sono vere qualità di cui essere fieri come italiani?

La velocità sicuramente rende Renzi un personaggio in linea con il nostro tempo, con la società globalizzata dove tutto si consuma in un nanosecondo, dove tutto è usa e getta, ormai anche le persone. Ma non era proprio questo il modello di società che ci ha portati in questo stato pietoso e che dovremmo rivedere? Personalmente vorrei un premier che passasse metà del suo tempo a legiferare e l’altra metà a riflettere e non un saltimbanco che chiude il consiglio dei ministri alle 18.30 per uscire in tempo sui tg nazionali.

Temo inoltre che la corsa che sta imponendo sia finalizzata a nascondere il vuoto che sta creando dietro di sé: ogni giorno una nuova promessa da annunciare per non parlare delle promesse non mantenute di ieri. Temo che a questa velocità lo schianto sarà molto fragoroso. Speriamo che i feriti non siano gli italiani per una volta.

Il taglio dei costi della politica, non ce lo possiamo nascondere, è il tentativo di rubare una battaglia al M5S (glielo insegnò Berlusconi: copia il programma del tuo avversario anche se non ci credi e gli toglierai il terreno da sotto i piedi). Questa sfida credo renda necessario analizzare le ragioni delle scelte che i miei compagni di viaggio ed io abbiamo fatto.

Qual’è il senso di rinunciare ai rimborsi elettorali (42 milioni di euro), a metà della retribuzione da parlamentare, ai privilegi della casta. Qual’è il senso si porre il numero massino di 2 mandati (tanto per informare: con la legge sul riordini delle province oggi i sindaci possono svolgere tre mandati consecutivi e non più due)?

Tutto si basa per sull’idea che oggi la politica è diventata una posizione di rendita, una poltrona da accapparrarsi per arricchirsi e non servizio sociale, un onore. Tutto si basa sulla convinzione che si tolgono i soldi dalla politica questa possa tornare ad essere bella perchè permette a chi è chiamato a rappresentare i propri cittadini di concentrarsi sui loro interessi e non su come perpetrare il potere.

Allora mi chiedo: se questo è l’obiettivo, perchè Renzi elimina i consiglieri provinciali ma non si taglia lo stipendio; perchè Renzi toglie i senatori eletti e non rinuncia al finanziamento pubblico?

Mi sembra che gli unici tagli finora imposti sono nei confronti di soggetti altri rispetto al suo partito e alla sua rete di lobby e clientele. Così come la rottamazione non riguarda i vecchi tromboni della politica, visto che ci governa insieme, ma solo la forma più alta di democrazia che oggi vige in Italia, ossia le elezioni (visto che i referendum sono continuamente elusi).

Il nostro velocista non taglia le indennità dei parlamentari ma elimina la possibilità di eleggerei senatori, non rottama le province ma elimina la possibilità di eleggere chi le governa. La differenza dunque mi sembra questa: il M5S taglia le proprie buste paga per essere liberi, il PD le elezioni altrui per essere eterni.

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