Riccardo Fraccaro BLOG

Concorsi per ospedali periferici sono fumo negli occhi. Da Zeni e Flor solo un tragico tentativo di distrarre l’opinione pubblica

manifestazione_contro_chiusura_ospedale_borgo«In mano all’assessore Zeni e al direttore Flor il futuro degli ospedali trentini appare preoccupante. La questione del riposo obbligatorio di 11 ore ha fatto emergere la totale assenza di pianificazione e di organizzazione del comparto sanità, sia a livello politico che a livello tecnico. Ma anche ora, nel pieno di un’emergenza che ha già cominciato a mostrare pericolosi casi di cedimento della macchina sanitaria, Zeni e Flor imboccano la strada del non intervento, limitandosi a proporre un concorso pubblico che rasenta la farsa e che sappiamo già non porterà ad alcuna assunzione. Ma intanto i falsamente solerti vertici della sanità trentina potranno dire di averlo fatto e scaricare comodamente la colpa sul personale medico che non si è presentato». Sulla questione relativa alla sopravvivenza degli ospedali e dei punti nascita di valle il MoVimento 5 Stelle del Trentino – dal deputato Fraccaro al consigliere provinciale Degasperi ai consiglieri e alle consigliere dei comuni di Arco, Dro, Riva e Levico  – interviene compatto e deciso, portando l’attenzione sui criteri assurdi imposti dai concorsi pubblici indetti dall’Apss per l’assunzione del personale mancante.

«Lanciati con i soliti toni trionfalistici, i concorsi si rivelano in realtà per quel che sono: l’ennesimo espediente ingannevole e privo di sostanza a cui il governo di centrosinistra autonomista ricorre per sedare l’opinione pubblica e liberarsi del problema salvando la faccia. Tanto per cominciare, rappresenta un’anomalia il fatto che il concorso sia stato indetto per singolo ospedale: normalmente i concorsi si fanno per l’Azienda sanitaria, che poi si occupa di destinare il personale medico ove c’è bisogno. Questa è la prassi, specialmente per una figura professionale come l’anestesista, di cui vi è più carenza e che serve sia in pronto soccorso che in sala parto. Ora, invece, gli interessati devono scegliere ancor prima di iscriversi al concorso la sede di destinazione: se Arco, Tione, Cles o Cavalese. Ma l’aspetto più sconcertante è il fatto che la validità del concorso e quindi l’assunzione del personale sia condizionata al reperimento dell’equipe medica al completo. I concorsi si faranno solo se entro il 30 dicembre si presenterà tutto il contingente necessario (pediatra/neonatologo, ginecologo e anestesista) per ciascun punto nascita per cui si fa il concorso. Ma è noto che gli ospedali periferici di norma non costituiscono un polo di attrazione per le carriere dei medici e quindi un concorso di tal fatta rappresenta una condanna senza appello per gli ospedali di valle, perché di questo passo sappiamo già che non si farà nessuna assunzione».

«Ad aggravare le cose – concludono i portavoce pentastellati – è il fatto che questa situazione non è frutto di un’emergenza, come si vuol far credere, ma di una consapevole inefficienza. La norma europea a cui ci si deve adeguare risale allo scorso anno. In questi dodici mesi c’era tutto il tempo per bandire il concorso e in attesa di nuove assunzioni si sarebbe potuta tamponare l’emergenza dilazionando gli interventi non urgenti e facendo ruotare gli anestesisti negli ospedali periferici per coprire le assenze. Saremmo riusciti a rispettare la normativa europea senza lo scempio a cui assistiamo in questi giorni. Come sempre, le inadempienze del tecnico e del politico di turno vengono scaricate sulle spalle dei cittadini delle valli, che il governo provinciale considera evidentemente inferiori. Invece, chi abita ad Arco, a Cavalese, a Borgo, a Cles o a Tione non ha meno diritti di chi vive in città. Tutti hanno diritto di poter accedere a un sistema sanitario efficiente, diffuso e imparziale».

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: