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Con i vitalizi il Pd si sta scavando la fossa. Alle urne ricordatevi di questo scandalo! Intervista a The Social Post sui vitalizi

Fraccaro: “Non chiamatemi onorevole

Per capire cosa abbia “scatenato” il Movimento oggi alla Camera, abbiamo chiesto a Riccardo Fraccaro, segretario dell’Ufficio di Presidenza e deputato pentastellato. Il quale esordisce dicendo: “Le chiedo di non chiamarmi onorevole, poi in questi giorni…“, chiarendo subito lo spirito del Movimento dopo questa ennesima delusione. “A noi è sembrato un atto scandaloso. Quello che è successo è stato scandaloso, in particolare abbiamo proposto in Ufficio di Presidenza di impedire che il 15 settembre si perfezioni l’ennesimo vitalizio che poi gli italiani devono continuare a pagare per tutta la vita del parlamentare e ci hanno detto di no“, replica Fraccaro.

L’amarezza non manca: “Dopo che per settimane, durante queste ultime settimane, hanno dichiarato ‘noi siamo favorevoli a togliere questo privilegio, votate voi la proposta Richetti’. Noi abbiamo presentato la nostra proposta di delibera che elimina questo privilegio. Abbiamo chiesto di applicare la legge Fornero anche ai parlamentari e ci hanno detto di no. Dopo che in Senato il Partito Democratico ha detto che le norme penali non si applicano ai senatori, oggi hanno ribadito alla Camera che la legge Fornero non si applica ai deputati. Loro sono loro e gli altri non valgono nulla. I cittadini fuori non valgono nulla“.

Al centro del dibattito un argomento che circola da anni: “C’è la possibilità per questi parlamentari di questa legislatura di andare in pensione a 65 anni dopo solo 4 anni e 6 mesi di contributi e se fanno un’altra legislatura vanno in pensione a 60 anni“, ricorda Fraccaro, “La casta ha dimostrato di essere ancora tale, nonostante le loro dichiarazioni li abbiamo smascherati” .

La critica alla proposta Pd

Per l’onorevole, quello che è accaduto oggi è “un modo di ingannare l’opinione pubblica“. I democratici “hanno bocciato la nostra proposta e hanno presentato una delibera diversa che riguarda i vitalizi pregressi, cioè chi ha già maturato il vitalizio tipo Cirino Pomicino, per dirne uno. E hanno proposto di togliere a questi personaggi un contributo di solidarietà per soli 3 anni, poi riprenderanno quello che prendono ora che vale l’1% dei costi totali dei vitalizi“.

Per semplificare, Fraccaro fa un esempio: “Se un ex parlamentare prende oggi un vitalizio di 80mila euro l’anno, gli tolgono 500 euro l’anno per 3 anni. Questa è una presa in giro incredibile, è un’offesa nei confronti degli italiani. Perché cosa gliene frega a chi prende 80mila euro di vitalizio l’anno da decenni, che paghiamo noi, di perdere 500 euro in un anno? Non al mese, in un anno. Non gliene frega niente, ormai è milionario con i soldi degli italiani“, è il duro affondo.

La proposta Richetti

Il punto che non va giù ai pentastellati è anche il fatto che “noi abbiamo cercato di emendare questa delibera riproponendo la legge depositata da Richetti. La famosa legge Richetti che non hanno mai calendarizzato. Abbiamo detto: ‘allora sai che c’è? Votiamo la legge Richetti qui in Ufficio di Presidenza, dato che dite che noi non vogliamo votarla, vediamo se siamo noi o siete voi che volete salvarvi i privilegi’. Ci hanno detto che quell’emendamento che riproponeva la legge Richetti è inammissibile. Non ce l’hanno fatta votare: questo è il Partito Democratico, il partito della casta. Quello che ha approvato la legge Fornero ma si è fatto il vitalizio per se stesso“.

Per Fraccaro, che il Partito Democratico abbia dichiarato inammissibile una proposta presentata da un suo deputato è la goccia che fa traboccare il vaso: “Io credo che non meritano un voto in questo Paese, un solo voto degli italiani, un partito del genere. Ipocrita e anche baro, perché l’aveva detto pubblicamente a noi di votare la legge Richetti, gliel’abbiamo sottoposta oggi, l’abbiamo messa lì, bastava solamente alzare la mano e hanno detto che è inammissibile. Hanno detto che è incostituzionale. La loro legge!“.

Dunque chiediamo per quale ragione la proposta è risultata essere incostituzionale: “Perché tocca i vitalizi pregressi. Prevede di ricalcolare con il contributivo, quindi di dare agli ex parlamentari una pensione in base a quanti contributi hanno versato, perché oggi il vitalizio mediamente significa che ogni ex parlamentare prende 9 volte quello che ha versato. Per loro è incostituzionale perché tocca i diritti acquisiti“.

Il 15 settembre

La provocazione è doverosa: la proposta, presentata tra gli altri da Marina Sereni, e che è stata approvata dal Pd, è un modo per avere una risposta pronta quando a settembre scatteranno i vitalizi di questa legislatura? “Quando il 15 settembre scatteranno i vitalizi saranno gli italiani ad avere una risposta pronta. E saranno le urne. Si stanno scavando da soli la fossa“, risponde Fraccaro.

La tesi del ritardo della chiamata al voto dopo le dimissioni di Renzi a causa dei vitalizi è un argomento portato avanti dai grillini da mesi: “Ce l’hanno dimostrato anche oggi, tra l’altro contemporaneamente in Commissione Affari Costituzionali hanno rinviato nuovamente la discussione della legge elettorale. Non vogliono andare al voto e l’obiettivo è il 15 settembre almeno, perché matureranno questo vitalizio che hanno deciso di non togliersi oggi“.

Le mosse future

Nonostante questa momentanea débâcle, il Movimento è pronto per la prossima battuta: “Adesso arriverà in Aula il Bilancio della Camera, prima dell’estate, e presenteremo degli ordini del giorno. Vogliamo portare la discussione in Aula, dove ci sono le telecamere, perché in Ufficio di Presidenza oggi l’hanno bocciata ma la ripresenteremo in Aula, di fronte agli italiani. Quello che è successo è che oggihanno creato un precedente“.

Il precedente riguarda il principio di uniformità delle leggi di Camera e Senato, che oggi è venuto a mancare, secondo l’onorevole: “Loro oggi hanno fatto questo, hanno rotto il precedente, hanno discusso una proposta sui vitalizi in Ufficio di Presidenza, quindi significa che possiamo discuterle anche durante l’ordine del giorno sul Bilancio della Camera, in Aula, e lo faremo. E poi, ovviamente, il 15 di settembre chiameremo tutti gli italiani per quella data a guardare bene cosa succederà, a guardare bene quello che accadrà all’interno dell’Aula, cioè alla maturazione di un privilegio inaccettabile. Chiederemo agli italiani di ricordarsi quel 15 settembre quando poi andranno a votare“.

Il nodo della legge elettorale

Parlando di elezioni e voto, si è arrivati a toccare il tasto dolente. Il governo Gentiloni era stato investito proprio del sacro compito di sfornare una legge elettorale che conducesse il prima possibile l’Italia alle urne. Le speranze sono poche, secondo Riccardo Fraccaro: “Il Partito Democratico non si muoverà finché non avrà il nuovo segretario e finché non sarà sicuro di poter arrivare alla fatidica data di settembre. Hanno la maggioranza purtroppo, noi non abbiamo grandi armi se non l’opinione pubblica ed è quella che useremo. Noi racconteremo quello che sta succedendo dentro il Palazzo fuori dal Palazzo“.

Dunque il Movimento è pronto alla prova del voto anche con questa legge proporzionale, a cui sembra tutti i partiti si siano rassegnati: “L’interesse dei partiti è quello di non far vincere il Movimento. Se toccheranno la legge elettorale attuale lo faranno solo per fare una legge anti Movimento 5 Stelle. La prima cosa che faremo quando entreremo in Ufficio di Presidenza, perché hanno dimostrato che si può fare è togliere il vitalizio e in Aula faremo il reddito di cittadinanza“.

I sondaggi sembrano premiare la linea d’azione del Movimento: “Non è questione di sondaggi, è questione che gran parte del nostro lavoro è quello di mettere alla prova le forze di maggioranza. In campagna elettorale dicevano delle cose e in Aula fanno il contrario e la loro incoerenza sta ripagando noi, perché noi facciamo quello che diciamo e sta scavando la fossa agli altri partiti perché fanno l’esatto contrario di quello che dicevano in campagna elettorale“.

A guardarla dall’esterno, risulta chiaro che la campagna elettorale è già iniziata, con o senza data del voto. E che il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle saranno le due forze a misurarsi nella competizione elettorale.

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