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Comunità di Valle ignorano norme su trasparenza e anticorruzione. M5S presenta formale richiesta di adeguamento

trasparenza-anticorruzione«Per le Comunità di Valle le norme sulla trasparenza e l’anticorruzione sono delle formalità, degli optional che possono essere elusi a piacimento. Sui siti web mancano le informazioni per l’esercizio dell’accesso civico, manca il programma triennale della trasparenza e manca il piano triennale anticorruzione, non solo per il triennio in corso, ma anche per quelli precedenti: dalle verifiche fatte non c’è una Comunità di Valle che rispetti integralmente le prescrizioni del decreto legislativo sulla trasparenza 33/2013 varato per arginare il fenomeno della corruzione. Il quadro è davvero preoccupante perché non si tratta di una formalità: le Comunità di Valle muovono bilanci da decine di milioni di euro ciascuna al fine di erogare servizi essenziali a migliaia di cittadini trentini. Il fatto che una norma così importante per prevenire la corruzione nelle pubbliche amministrazioni non venga rispettata mina alle fondamenta la tutela degli interessi collettivi e certo non aiuta ad eliminare le tare che affliggono il nostro sistema: clientelismo, scambi di favori, consulenze agli amici». La denuncia arriva dal deputato M5S Riccardo Fraccaro, che rende noti i risultati di una verifica a tappeto effettuata da un gruppo di attivisti M5S sui siti web delle 15 Comunità di Valle su tre parametri specifici: l’accesso civico (l’istituto che consente a chiunque di richiedere documenti o informazioni omesse dalle pubbliche amministrazioni), il Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC) e il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità. In quattro casi su quindici non sono nemmeno riportati i riferimenti del responsabile della trasparenza e le modalità per esercitare l’accesso civico, nonché il titolare del potere sostitutivo, la figura di riferimento nel caso in cui il responsabile per la trasparenza non risponda.

«Per i motivi più disparati – spiega Fraccaro – le Comunità risultano tutte inadempienti. Alla verifica abbiamo quindi fatto seguire una richiesta formale ai responsabili della trasparenza di adeguamento a quelle che sono le disposizione fondamentali su trasparenza e anticorruzione: in primis l’approvazione del PTPC e del programma per la trasparenza e l’integrità. Questa perdurante inottemperanza alla legge costituisce, infatti, un vulnus esiziale per il sistema trentino: autonomia e specialità non possono essere usate per eludere le regole, specialmente se queste regole sono state fatte proprio per tutelare le risorse e l’interesse pubblico e prevenire fenomeni di corruzione. La trasparenza, lo ha sottolineato anche l’Anac, è uno dei pilastri su cui poggia la prevenzione della corruzione, ma le Comunità di Valle non hanno colto per nulla lo spirito del decreto 33/2013, che prescrive l’accessibilità totale delle informazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sulle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Non possiamo permettere che se ne lavino così le mani. In ballo ci sono, lo ricordiamo, gli interessi dei cittadini e i soldi delle tasse che pagano. Pretendere dagli enti pubblici trasparenza e correttezza è davvero il minimo che si possa chiedere. Attendiamo quindi che alle nostre segnalazioni seguano i fatti e che le Comunità di Valle provvedano a mettere a disposizione tutte le informazioni il prima possibile».

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