Riccardo Fraccaro BLOG

Comuni trentini “bocciati” sulla trasparenza. Conferenza stampa applicazione D.Lgs 33/2013

Troppo spesso le forze politiche che ci governano parlano a sproposito di “trasparenza” e “partecipazione”, ma nei fatti non riescono a far rispettare questi principi basilari nemmeno quando sono previsti dalla legge. Dopo il caso delle Comunità di Valle, il M5S ha portato alla luce un altro grave problema: la stragrande maggioranza dei Comuni trentini non rispetta le norme di legge sulla trasparenza e la prevenzione della corruzione.

Il decreto legge sulla trasparenza 33/2013 prevede espressamente che gli enti pubblici debbano pubblicare e aggiornare sul loro sito web tutte le informazioni e i dati concernenti la propria organizzazione e introduce l’istituto dell’accesso civico, attraverso il quale sono gli stessi cittadini a controllare l’operato delle pubbliche amministrazioni, in modo da prevenire e portare alla luce non solo malfunzionamenti ma soprattutto eventuali episodi di corruzione.

In Trentino, però, tutto questo non accade: non solo le leggi provinciali e regionali hanno ridotto di molto gli obblighi previsti, ma questi comunque non vengono rispettati.

Abbiamo verificato la pubblicazione dei Piani triennali per la prevenzione della corruzione e la trasparenza sui siti web dei 177 comuni trentini, per i trienni 2016-2018 e 2017-2019. Nel triennio 2016-2018, 33 comuni su 177 non avevano pubblicati il Ptpc (o lo avevano pubblicato male, ovvero non nella sezione dove andrebbe collocato per legge). Nel triennio 2011-2019, 31 comuni su 177 non avevano pubblicati il Ptpc (dati forniti con beneficio di inventario e relativi al mese di luglio 2017).

Un altro aspetto del problema riguarda i contenuti: quei comuni che hanno redatto e pubblicato il PTPC lo hanno fatto quasi sempre (vedi grafico per il triennio 2016-2018 e grafico per il triennio 2017-2019) in maniera superficiale e senza le necessarie analisi dello specifico contesto (interno ed esterno) locale, punto di partenza imprescindibile da cui dovrebbe discendere una strategia puntuale per la prevenzione dei fenomeni corruttivi. Va da sé che questa sezione dovrebbe differire da comune a comune, in quanto ciascuna realtà è diversa per economia e caratteristiche socio-culturali. Al contrario, in oltre l’80% dei piani pubblicati dai comuni nel triennio 2016-2018 l’analisi del contesto esterno era redatta facendo ricorso a formule standard.

Come già fatto lo scorso anno per le 15 Comunità di Valle (qui la nota dell’ANAC del dicembre 2016), anche in questo caso ci siamo rivolti all’Autorità nazionale anticorruzione – Anac, con due segnalazioni:

  • una segnalazione per i comuni che non hanno pubblicato i Ptpc, a cui dovrebbe far seguito un procedimento sanzionatorio, in quanto se risulta che un ente non ha pubblicato il Ptpc è prevista una sanzione.
  • una segnalazione relativa ai contenuti dei piani pubblicati, in particolare con riferimento all’analisi del contesto (interno ed esterno).

Ricordiamo che uno studio del 2014 di TransCrime (Rapporto speciale “Metric”) ha rilevato che il Trentino non è esente da rischi e minacce di criminalità organizzata; anche la relazione annuale del Ministero dell’Interno, che comprende tutti i rapporti redatti da Carabinieri, Polizia e Finanza (Rapporti sull’attività delle forze di polizia), ha confermato che in Trentino c’è un rischio di infiltrazione di criminalità organizzata e corruzione. Questi concetti sono stati ribaditi dalla Commissione Antimafia proprio a Trento qualche settimana fa (IlFattoQuotidiano, 2 agosto 2017). Nonostante le molteplici e autorevoli analisi e segnalazioni di allarme, i Comuni trentini non hanno tenuto conto di nulla e hanno elaborato dei Ptpc superficiali e imprecisi.

Per questi motivi, oltre alle segnalazioni all’Anac, abbiamo depositato anche cinque fra interrogazioni e interpellanze parlamentari (4/17425, 4/17424, 4/17533, 4/17536, 2/01912); in quella del 2 agosto 2017, in particolare, chiediamo conto al Commissario del Governo, per non essere intervenuto nonostante le molteplici segnalazioni.

Ma, soprattutto, abbiamo depositato un esposto alla Procura della Repubblica il 4 agosto, per verificare le violazioni alle disposizioni del Decreto Trasparenza e se vi siano profili di illegittimità nelle modalità di adozione dei Ptpc nei Comuni della provincia autonoma di Trento.

Il divario tra contenuto della legge e applicazione è abissale, in Italia ma anche nel Trentino che vuole definirsi virtuoso. Nei rating internazionali sul diritto di accesso del 2015 l’Italia occupava una delle peggiori posizioni al mondo (alle spalle di nazioni come Giordania e Tajikistan). Il problema dell’opacità della pubblica amministrazione trentina è stato ripreso sistematicamente anche nelle relazioni annuali del Difensore civico, che ha evidenziato così le caratteristiche endemiche del fenomeno.

Quella contro la corruzione è la madre di tutte le battaglie, perché la corruzione è una patologia, sottrae risorse vitali per il tessuto economico e sociale. Lo dimostrano gli scandali di Mafia Capitale, Expo e Mose. Negli ultimi venti anni, secondo le stime del Centro Studi di Confindustria, la corruzione è costata ai cittadini 300 miliardi di euro. Con una cifra del genere si sarebbero potuti finanziare i provvedimenti che servono al Paese, a cominciare dal reddito di cittadinanza, si sarebbero potuti salvare centinaia di migliaia di cittadini e imprenditori. È necessario stroncarla per risanare il Paese e il senso civico è l’unica arma che ci rimane. Noi naturalmente non ci fermeremo, ma continueremo a batterci per riportare trasparenza, onestà e giustizia nelle istituzioni.

Link a documenti e interrogazioni:

  1. 4/17425 del 21 luglio 2017 – Analisi del contesto esterno nei PTPC dei comuni trentini.
  2. 4/17424 del 21 luglio 2017 – Incoerenza normativa TAA con D.lgs 33/2013.
  3. 4/17533 del 31 luglio 2017 – Mancata pubblicazione PTPC comuni trentini e ruolo Commissario.
  4. 4/17536 del 31 luglio 2017 – Mera riproduzione standard dell’analisi del contesto replicata da altri Ptpc
  5. 2/01912 del 2 agosto 2017 – Analisi contesto e processi prevenzione corruzione 
  6. 4/18120 dell’11 ottobre 2017 – Ottimizzazione produttività dei segretari comunali e efficienza nella PA

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